Cartelle esattoriali, cosa possono pignorare senza soldi o immobili

Quando l’inadempienza persiste giungendo al pignoramento, gli esattori possono comunque ritirare dei beni in possesso al nullatenente. Quali

Cartelle esattoriali, cosa possono pignorare senza soldi o immobili
Cartelle esattoriali (Foto Adobe)

Sono trascorsi pochi giorni dalle elezioni politiche che hanno decretato le nuove forze politiche che nelle prossime settimane scioglieranno la riserva per il varo della squadra di governo. Ancora alcune settimane di lavoro dividono l’attuale esecutivo del premier Mario Draghi prima del passaggio di consegne al prossimo Presidente del Consiglio, che con tutta probabilità sarà Giorgia Meloni.

Il nuovo Capo del Governo troverà sul tavolo numerose questioni, peraltro urgenti, le quali non troveranno soluzioni in tempi brevi. La squadra di ministri che uscirà dai confronti delle odierne giornate dovrà impegnarsi a dare a stretto giro risposte determinate. Come è comprensibile, sul piano estero tiene banco la crisi energetica e la guerra; sul piano interno, restano in piedi l’inflazione dilagante, l’aumento vertiginoso delle bollette, la distribuzione dei fondi relativi al PNRR e il futuro del Reddito di Cittadinanza.

Cartelle esattoriali, questi beni possono compensare il debito

Cartelle esattoriali, cosa possono pignorare senza soldi o immobili
Cartelle esattoriali (Foto Adobe)

Non bisogna dimenticare un’altra istanza particolarmente urgente: l’elaborazione di una riforma pensionistica. Si tratta di trovare una misura che sostituisca la “provvisoria” Quota 102, in scadenza il 31 dicembre 2022, e al contempo scongiuri il ripristino dei requisiti pensionistici dettata dalla controversa Legge Fornero. Insomma, per realizzare le diverse proposte presentate in campagna elettorale, va da sé che le casse dello Stato necessitano di un opportuno rifinanziamento.

Le casse previdenziali dell’INPS, ad esempio, sono messe sotto pressione dai contributi e le misure correnti, dalla rivalutazione degli indici ISTAT e dai vari sussidi emergenziali. È pratica comune che un governo, all’inizio del suo lavoro, dia avvio ad una campagna di pace fiscale, ossia di stralcio delle vecchie cartelle esattoriali. Oggi siamo giunti all’ultima fase della cosiddetta Rottamazione-ter, con i debiti datati 2022 da riscuotere entro la fine del prossimo novembre.

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A parte la natura illegale di certi evasori, alcuni contribuenti, per un motivo o per un altro (e già la crisi del potere d’acquisto è una ragione sufficiente dato che ha posto molti italiani sotto la soglia della povertà assoluta), potrebbero ritrovarsi non nelle condizioni di pagare gli importi pregressi, tra l’altro, sotto una forte scontistica e ampia rateizzazione. La normativa prevede, dopo varie ingiunzioni di pagamento, la soluzione estrema: il pignoramento dei beni.

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Non tutto si può pignorare: dai beni di valore affettivo o necessari alla sopravvivenza, dalla casa di proprietà ad una parte del stipendio, o l’assegno d’invalidità. A parte casa e soldi, appunto, questi beni possono essere ritirati dai funzionari pubblici a compensazione del debito persistente: ossia un quinto dei beni utili per lo svolgimento della professione, gioielli, fatture che dimostrino l’esigibilità di crediti da parte del debitore, televisore, il tappeto, il lampadario, il computer (se non utilizzato come strumento di lavoro).