Reddito di cittadinanza, chi rischia il taglio nel 2023

Il nuovo governo che nascerà avrà una maggioranza parlamentare orientata ad eliminare il reddito di cittadinanza ma non subito

Bollette: cosa sapere chi ha il reddito di cittadinanza
Reddito di Cittadinanza (Foto Adobe)

L’esito delle urne sta per dare all’Italia una nuova composizione parlamentare e, di conseguenza, un nuovo Governo. Il cambio di rotta sotto il profilo politico è chiaro. Il partito che avrà la maggioranza di parlamentari e, quindi, maggiore peso nel Governo si è sempre detto contrario al reddito di cittadinanza.

Si tratta della misura nata nel 2019 per fronteggiare la povertà attraverso l’erogazione di un sussidio che parte da 500 euro per la singola persona con l’aggiunta di 280 euro per l’eventuale affitto della casa principale. Il nuovo esecutivo vorrà certamente eliminare il reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza, cosa accade nel 2023

reddito di cittadinanza
reddito di cittadinanza (Foto Gov.it)

Tuttavia, nel 2023 difficilmente si riuscirà a tagliare già la misura. Infatti, la nota di aggiornamento al def che deve essere approvata a giorni ha già le impostazioni sui margini economici e il quadro nei quali si deve muovere la prossima legge di bilancio. Quest’ultima, poi, dovrà essere presentata a Bruxelles entro il 15 di ottobre, un momento in cui il nuovo esecutivo non sarà ancora formato.

Per queste ragioni il  nuovo esecutivo dovrà ricorrere anche alla disponibilità del governo uscente nell’approvazione della nota di aggiornamento al def e nella stesura della legge di bilancio. In sostanza, nel 2023 non dovrebbe cambiare tanto. I cambiamenti potrebbero esserci nelle modalità di sospensione del reddito.

E’ probabile, infatti, che si riesca a introdurre la sospensione del reddito anche al primo rifiuto di una chiamata di lavoro. Inoltre, esiste già una norma approvata dal precedente esecutivo che prevede la possibilità di chiamata dei percettori del reddito anche da parte dei privati. A questa norma manca il decreto attuativo di cui potrebbe occuparsi il nuovo governo.

Nel 2023, in sostanza, ci saranno dei cambiamenti ma il reddito di cittadinanza non sarà ancora abolito. Inoltre, anche in caso di abolizione che dovrebbe avvenire a partire dal 2024 ci sarà una sostituzione con altre norme a tutela del reddito di over 60, famiglie numerose e con minori. e fragili.