Reddito di cittadinanza, appello Caritas: “Si rischia il disastro”

La Caritas di Asti lancia l’appello sul rischio dell’abolizione del reddito di cittadinanza per effetto delle elezioni politiche

Reddito di cittadinanza: chi oltre 700€
Reddito di Cittadinanza (Foto Adobe)

Mancano pochi giorni ancora e l’Italia avrà un nuovo parlamento e di conseguenza un nuovo governo. Da circa dieci giorni non è possibile conoscere i sondaggi, ossia capire qual è l’ultima tendenza degli italiani pronti al voto per domani 25 settembre. Secondo i sondaggi di dieci giorni fa in vantaggio era la coalizione di centrodestra.

L’esito delle elezioni avrà dei risvolti per alcuni provvedimenti a favore delle fasce più deboli della popolazione. Si tratta dei percettori del reddito di cittadinanza, la misura di sostegno erogata dall’Inps a favore di persone che sono al di sotto della soglia di povertà minima stabilita a livello europeo.

Caritas: “Si rischia la bomba sociale”

reddito di cittadinanza
reddito di cittadinanza (Foto Gov.it)

Infatti la maggioranza della coalizione che potrebbe andare a governare il paese si è detta sempre contraria al reddito di cittadinanza. Questo potrebbe significare l’abolizione del reddito. A dare un sostegno affinché la misura non venga abolita è la Caritas. Infatti, è di alcuni giorni un appello riportato dalle colonne de La Stampa della Caritas di Asti la quale ha affermato che una cancellazione del reddito di cittadinanza si trasformerebbe in una bomba social per quel territorio.

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Per la Caritas di Asti significherebbe fare un grosso passo indietro. Del resto, queste parole si uniscono a quella che è la posizione della Caritas italiana resa nota non molte settimane fa. Infatti, la Caritas italiana afferma che il reddito va rafforzato e non abolito perché ci sono ancora degli esclusi che restano in povertà.

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I numeri dicono che il reddito di cittadinanza è anche un ammortizzatore consequenziale alla diffusione del lavoro precario. Se c’è tanto lavoro precario è necessario avere un ammortizzatore che vada oltre la Naspi anche perché la Naspi è concessa a determinate condizioni legate ai contributi versati. L’Istituto per l’analisi sulle politiche pubbliche ha evidenziato lo scorso luglio che i contratti a termine sono cresciuti del 36,3% dal 2008 al 2019.