Bonus asilo nido, terminati i fondi INPS: cosa succede adesso

Ecco come l’INPS gestirà le nuove domande per il riconoscimento del sussidio in assenza di fondi sufficienti. Vediamo i dettagli

Bonus asilo nido, terminati i fondi INPS
Bonus asilo nido INPS (Foto Adobe)

Come si osserva, la crisi internazionale declinata sia dal punto di vista energetico che da quello economico, ha avuto riflessi nella politica nazionale, in Italia, di carattere emergenziale. Ultimo in tempo cronologico, il governo uscente presieduto da Mario Draghi ha incamerato l’approvazione del Decreto aiuti ter, con la quale è stato dato il via libera all’imminente pagamento del bonus 150 euro da parte dell’INPS.

La realizzazione di questo e di altri incentivi (come il precedente bonus 200 euro, tuttora in erogazione) fa seguito alle problematicità scaturite dalle fasce della popolazione economicamente più debole di far fronte alla diminuzione del potere di acquisto, alla riduzione della capacità di risparmio dovuta all’innalzamento dei prezzi sui beni di consumo e sul rincaro dell’energia. Sul banco degli imputati, l’inflazione, che sta pericolosamente limando i bilanci delle famiglie. 

Bonus asilo nido, terminati i fondi INPS: che fine faranno le domande già presentate?

Bonus asilo nido, terminati i fondi INPS
Bonus asilo nido INPS (Foto Adobe)

Sono proprio i nuclei familiari quali le realtà più sensibili alle derive economiche dei tempi odierni. Dal lato dello Stato, però, la politica non può ignorare lo status delle casse dello Stato, sotto pressione da bonus e incentivi, tra i quali occorre garantire le consuete misure previdenziali. Una gran parte delle famiglie è supportata dall’Assegno Unico, lo stesso al quale il nuovo governo dovrà rapidamente fornire una risposta per il suo rifinanziamento.

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L’Assegno Unico sostiene i nuclei familiari, con all’interno almeno un lavoratore dipendente, aventi a carico figli fino all’età anagrafica massima di 21 anni, o figli disabili senza limiti di età. Copre dunque la maggior parte delle casistiche delle coppie sposate, ma anche di quelle appartenenti a genitori separati. Molti vecchi, precedenti contributi sono stati aboliti a favore della misura universalistica, tranne il cosiddetto Bonus asilo nido. 

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Il Bonus asilo nido viene erogato per sostenere il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, o in alternativa al supporto delle forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con età inferiore a tre anni affetti da gravi patologie croniche. L’importo massimo erogabile è di 3mila euro ma è l’Isee minorenni a concorrere all’importo dell’assegno mensile al genitore. Ora, i fondi sono terminati ma l’accettazione delle domande rimane aperta: ammesse “con riserva”. Ovverosia, bisogna attendere la fine dell’anno: se rimangono somme residue a disposizione, serviranno a lavorare le domande per ordine di presentazione.