Queste cartelle esattoriali non si dovranno più pagare

L’Agenzia delle Entrate rettifica ad alcuni contribuenti la richiesta di pagamento legate a questi accertamenti. Vediamo perché

Queste cartelle esattoriali non si dovranno più pagare
Cartelle esattoriali (Foto Adobe)

Meno di una settimana divide il lavoro dell’attuale governo uscente, quello presieduto dal premier Mario Draghi, dalle votazioni che si terranno il 25 settembre 2022 per le elezioni politiche. Gli italiani saranno chiamati a scegliere le nuove forze politiche che daranno vita ad un nuovo esecutivo, il quale, sin da subito, dovrà mettere mano a dossier scottanti relativi alle questioni urgenti.

La squadra dei dicasteri dimissionaria è soltanto in parte presa dal disbrigo degli affari correnti. Come la delicata situazione odierna impone, ancora oggi, porta all’approvazione delle Camere i decreti attuativi che stanno andando in soccorso delle tasche degli italiani più economicamente in difficoltà. Ultimo in ordine cronologico, il Decreto Aiuti ter sta distribuendo bonus e incentivi per affrontare la curva ascendente dell’inflazione. 

Cartelle esattoriali, l’Agenzia delle Entrate non può avere la pretesa

Queste cartelle esattoriali non si dovranno più pagare
Cartelle esattoriali (Foto Adobe)

Il nuovo governo sarà da subito impegnato su tematiche che più richiedono una decisione urgente per evitare qualsiasi parentesi di destabilizzazione: stiamo parlando del rifinanziamento all’Assegno Unico, il futuro del Reddito di Cittadinanza e – in senso più ampio – la ciclopica gestione dei fondi europei compresi nel PNRR. Ad aggiungersi anche la priorità di una riforma pensionistica, in quanto la Quota 102, in via di scadenza, porterà al ripristino – in assenza di misure alternative – dei requisiti pensionistici dettati dalla Legge Fornero, a partire dal 1° gennaio 2023.

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In fondo, come ogni cambio di governo si rispetti, anche il nuovo esecutivo dovrà pronunciarsi, con celerità, in materia di recupero fiscale: ovverosia dell’opzione di una nuova tornata di stralcio delle cartelle esattoriali, per indurre gli inadempienti a pagare i debiti con lo Stato, tramite eventuali e decisivi sconti e rateizzazioni. Ad oggi siamo nella fase della Riscossione-ter, ma non manca di raccontare lo spin-off che il comunicato della stessa Agenzia delle Entrate ha prodotto.

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Si tratta di un vero e proprio errore commesso dall’Agenzia di riscossione nell’ambito della digitalizzazione telematica delle cartelle di accertamento. Come si sa, queste ultime sono inviate ai soggetti coinvolti tramite la Posta Elettronica Certificata (PEC). Si è potuto accertare che l’Agenzia sta utilizzando un vecchio indirizzo PEC, oramai assente dai registri pubblici. Anche se il contribuente riceve la cartella da questo indirizzo e sebbene a suo carico c’è un debito veritiero che deve saldare, egli non dovrà pagare l’importo richiesto perché l’atto, in questo caso, è ritenuto nullo.