INPS, beffa assegno unico: chi perderà tutti gli arretrati

L’assimilazione con quest’altro contributo porta cancella gli arretrati in caso di decadimento delle domanda. Cosa succede

INPS, beffa assegno unico: chi perderà gli arretrati accumulati
IAssegno Unico INPS (Foto Adobe)

Con il mese di agosto si apre la sesta tornata di pagamenti relativi all’Assegno Unico e universale, la misura erogata direttamente dall’INPS in favore dei nuclei familiari con figli a carico fino al 21° anno di età e figli disabili senza limiti di età. Come dice appunto il nome, la sua concezione universale è legata alla destinazione onnicomprensiva delle famiglie dove almeno un genitore è impegnato in attività da lavoro dipendente. 

Inoltre, il contributo unifica in un unico strumento assistenziale le istanze di sostegno alle famiglie riferite alle precedenti agevolazioni e bonus attivi fino al 31 dicembre 2021. Il criterio di assorbimento dei nuclei è stato precedentemente rappresentato dalla sola composizione familiare, mentre l’Assegno Unico segue il requisito del reddito familiare in possesso.

INPS, beffa assegno unico: niente arretrati per se decadono gli altri contributi

INPS, beffa assegno unico: chi perderà gli arretrati accumulati
Assegno Unico INPS (Foto Adobe)

Tramite la comunicazione del reddito ISEE, l’Istituto di Previdenza elabora l’importo mensile che verrà erogato per ciascun figlio a carico della famiglia. Esiste però una soglia che contribuisce alla soglia, quella del reddito lordo annuo di 40.000 euro. Sotto tale soglia, l’assegno erogato concorre ad uno dei due scaglioni che consentono di ricevere l’importo massimo di 175 euro mensili; pari o superiore al suddetto tetto. l’assegno che si riceve ogni mese è pari alla cifra secca di 50 euro (incluso anche in assenza di comunicazione ISEE).

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Ma appartenendo alla succitata tipologia di lavoratori con famiglia a carico, l’assegno, come si è visto, arriva a tutti. Sono inclusi altresì coloro che godono di altri sostegni, come il Reddito di Cittadinanza. In tal caso l’AUU viene accreditato direttamente sulla carta ricaricabile RdC intorno alla fine del mese. Percependo soltanto l’AUU, a seconda degli scaglioni della domanda, le finestre di pagamento sono due: subito dopo la metà del mese, se la richiesta è stata inoltrata tra il 1° gennaio e il 28 febbraio 2022; verso gli ultimi giorni del mese, con domanda presentata dal 1° marzo 2022.

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Chi ha richiesto l’AUU entro il 30 giugno 2022, se non li ha già ricevuti, ha ancora diritto agli arretrati a partire dallo scorso marzo. Se successivamente si è aderito al Reddito di Cittadinanza e all’accettazione è poi seguito – per vari motivi – il decadimento del beneficio, l’INPS non erogherà gli arretrati. O almeno in quella sede; bisogna chiarire che è sufficiente una nuova domanda prima del 1° luglio per tornare ad ambire agli arretrati, che verranno accreditati sì, ma senza tempistiche precise.