Chiusura conto corrente, cosa prevede la legge (molti non lo sanno)

Focus sulle procedure di chiusura di un conto corrente, attenzione a cosa prevede la normativa di legge vigente

Conto corrente chiusura
Conto corrente (Foto Pixabay)

Non è raro trovarsi nella necessità di attivare una procedura di chiusura del proprio conto corrente. Le motivazioni possono essere le più disparate, dalla personale insoddisfazione per i servizi offerti dall’istituto di credito, alla semplice estinzione della giacenza in deposito, al bisogno di contenere i costi di gestione e di mantenimento per valutare contratti più convenienti.

Le norme di legge sono abbastanza semplici e non prevedono particolari iter da seguire. Tuttavia è necessario ternerle d’occhio per non allungare i tempi di lavorazione e prevenire eventuali errori e dimenticanze, o spese superflue. Di seguito sono elencate e si potranno leggere alcune semplici indicazioni.

Cosa fare secondo la norma per chiudere un conto corrente

Conto corrente chiusura
Conto corrente (Foto PIxabay)

La possibilità di chiudere un conto corrente è sempre nella disponibilità del correntista. Non ci sono termini e durate minime del contratto da rispettare. Il cliente deve semplicemente presentare richiesta di chiusura alla banca che dovrà provvedere, depositando la giacenza al nuovo istituto, se presente, o emettendo un assegno.

Il  cliente che chiude un conto dovrà riconsegnare le carte di credito, di debito associate al conto e il libretto degli assegni. Inoltre dovrà estinguere tutte le operazioni in corso (assegni non incassati, domiciliazioni di bollette non ancora addebitate, per esempio). Non ci sono costi particolari da sostenere:

  • la chiusura del conto corrente è sempre gratuita;
  • il decreto Bersani 223/2006 sulla libera concorrenza ha infatti previsto il divieto di applicare commissioni sulla chiusura dei conti correnti.

Le spese possibili sono quelle esistenti per il conto finchè attivo cioè: il canone mensile, l’imposta di bollo e gli eventuali interessi maturati.

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Le procedure di chiusura devono essere eseguite dall’istituto secondo precisi tempi previsti dalla legge. Infatti le banche devono concludere tali operazioni entro dodici giorni, come previsto dalle direttive europee sulla portabilità del conto corrente. Queste norme sono in vigore dal marzo 2015 e le banche sono tenute a rispettarle scrupolosamente.

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Le sanzioni applicabili nel caso la banca non rispetti i termini sono salate. Vanno infatti dai 5.160 e ai 64.555 euro. Dunque basta per il cliente recarsi in filiale e fare richiesta di chiusura. Se si tratta di conto on line si dovrà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui saranno segnalati  la richiesta di chiusura, il numero del conto corrente da estinguere e quello, eventuale, del nuovo conto.