INPS: sorpresa per molti pensionati dopo l’estate

Attraverso il Dl Aiuti bis le pensioni aumenteranno a partire dal mese di ottobre: ecco come e chi si ritroverà più soldi

pensioni aumento
pensioni aumento (Foto Adobe)

Ad inizio autunno i pensionati italiani avranno un aumento sulla propria pensione. L’aumento è stato deciso a seguito dell’approvazione del Dl Aiuti bis per aiutare i pensionati a sorreggere l’aumento dei prezzi causato dall’inflazione e dal caro vita. L’aumento delle pensioni sarebbe dovuto partire a gennaio 2023 ma è stato anticipato di qualche mese.

Nel Dl Aiuti si prevede infatti l‘aumento del 2,2% dell’assegno pensionistico nell’articolo 20 in cui si legge che il meccanismo di perequazione che riequilibra le somme corrisposte al costo della vita, in base all’indice dei prezzi al consumo è stato anticipato al 1° ottobre 2022. 

Pensioni aumenti dopo l’estate: chi riceverà un assegno più ricco

pensione aumenti
pensione aumenti

La perequazione delle pensioni, di fatto, è la rivalutazione dell’importo pensionistico legato all’inflazione. Tramite questo meccanismo l’importo delle pensioni viene adeguato all’aumento del costo della vita come indicato dall’ISTAT anno dopo anno. Vediamo ora a chi spetta l’aumento e come funziona la rivalutazione delle pensioni.

L’aumento delle pensioni sarà del 2,2% ed è la somma del bilanciamento con i prezzi previsti nel 2023 e un conguaglio rispetto l’adeguamento previsto nel 2020 per il 2021. La rivalutazione comprende quindi l’anticipo della rivalutazione della pensione pari al 2% e il conguaglio per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2021 pari allo 0,2%.

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Saranno circa 22 milioni i pensionati che riceveranno la rivalutazione della pensione. L’aumento si applicherà ai trattamenti pensionistici erogati dalla previdenza pubblica, dalle gestioni dei lavoratori autonomi, dalle gestioni sostitutive, esonerative, esclusive, integrative e aggiuntive. Sarà poi applicato anche alle pensioni dirette e a quelle ai superstiti.

La rivalutazione a conguaglio dello 0,2% sarà applicata a tutti i trattamenti pensionistici ma solo “qualora il trattamento pensionistico mensile sia complessivamente pari o inferiore all’importo di 2.692 euro. Ovviamente, poi, gli aumenti non saranno tutti uguali ma il rialzo procederà a scaglioni in tutela dei pensionati seguendo le regole della perequazione.

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La rivalutazione dipenderà dalle fasce di reddito stabilite in base al trattamento minimo che per il 2022 è di 524,34 euro. Avranno aumento al 100% dell’inflazione le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo (in più l’incremento del 2% più il conguaglio). L’aumento al 90% dell’inflazione sarà per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il trattamento minimo ( più 1,98%, comprensiva del conguaglio).

Avranno un aumento al 75% dell’inflazione per le pensioni oltre 5 volte il trattamento minimo (più incremento dell’1,65%, comprensiva del conguaglio). Resta fermo però il limite di 2.692 euro stabilito nel Decreto Aiuti Bis. Oltre questa cifra e salva la rivalutazione fino a concorrenza, i pensionati avranno diritto solo al conguaglio pari allo 0,2%.

Facendo un esempio pratico, coloro che hanno una pensione fino a 4 volte il trattamento minimo, cioè al massimo 2.097,36 euro, riceveranno un aumento di 22 euro al mese, per un aumento totale di 66 euro se si calcolano i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2022.