INPS, novità per le famiglie dal 13 agosto: l’annuncio

L’Inps, Istituto Nazionale di previdenza sociale, ha annunciato una novità per le famiglie che avrà via dal 13 agosto

Inps congedo parentale
Inps (sito ufficiale)

L’Inps è il principale istituto di previdenza sociale in Italia attraverso il quale, oltre ad altre possibilità, si può fare domanda per bonus e incentivi. Questi sono dedicati non solo ai lavoratori, bensì anche alle famiglie in quanto tali e a chi vive condizioni di disagio economico o sociale.

L’Istituto Nazionale di previdenza sociale, come di consueto, rende note le comunicazioni attraverso tutti i propri canali che sono, oltre al sito ufficiale, i social come Facebook, Twitter e Instagram. Per restare aggiornati, dunque, basta seguirlo su uno di questi. È proprio di pochi giorni fa una comunicazione dedicata alle famiglie, con delle importanti novità che partiranno dal 13 agosto 2022 e riguardano i congedi di paternità, di maternità e parentali.

Tutte le novità dell’Inps per le famiglie

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congedo parentale (Inps.it)

L’Inps, con un comunicato ufficiale, in data 4 agosto ha illustrato diverse novità per le famiglie riguardo a maternità, paternità e congedo parentale. Sono state così fornite le prime indicazioni per il riconoscimento delle indennità che andranno in vigore dal prossimo 13 agosto. L’Istituto ‘promette’ un miglioramento delle conciliazione nel rapporto vita-lavoro e una parità di trattamento tra i due sessi.

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Una delle principali novità è il congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni che può essere sfruttato tra i due mesi prima e i cinque successivi al parto. Tale regola vale anche in caso di nascita o morte prematura del bambino. I giorni di congedo del padre possono essere usufruiti anche contestualmente al congedo di maternità e sono compatibili con il congedo di paternità alternativo.

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Il diritto all’indennità giornaliera per le lavoratrici autonome verrà ora riconosciuto anche nei periodi prima dei due mesi pre-parto. Questo nel caso in cui dovessero sorgere gravi complicanze legate alla gravidanza. Viene raddoppiato, invece, fino a dodici anni (prima era sei, ndr) d’età del/la figlio/a il diritto all’indennità. I periodi indennizzabili, inoltre, passano da un massimo di sei mesi a nove.