Naspi: anche queste situazioni portano alla revoca

In quali situazioni si rischia di perdere la Naspi, prestare attenzione ai controlli e alle verifiche inattese

Naspi INPS
Naspi (Foto Pixabay)

La Naspi è un’indennità mensile di disoccupazione e riguarda tutti i lavoratori dipendenti che abbiano perso involontariamente il lavoro (quindi le dimissioni volontarie non danno diritto alla indennità di disoccupazione). Sono esclusi dal beneficio dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato, lavoratori agricoli e collaboratori.

L’INPS si occupa di erogare la prestazione mensilmente, dietro specifica domanda del lavoratore, per un numero di settimane pari alla metà di quelle contributive presenti negli ultimi quattro anni.  L’importo corrisponde circa al 75 per cento della stipendio medio mensile imponibile per la previdenza degli ultimi quattro anni. Dal sesto mese di fruizione la Naspi si riduce circa del 3 per cento al mese.

Quando si rischia di perdere la Naspi

Controlli INPS
Vacanze (Foto Pixabay)

Tutti i calcoli relativi alla durata e all’importo sono consultabili sulle schede personali dei contribuenti reperibili sul sito dell’INPS. Bisogna infatti considerare che la casistica che prevede una riduzione della somma versata è molto vasta. Va infatti dallo svolgimento di lavoro autonomo, all’occupazione intermittente, al lavoro part time mantenuto dopo il licenziamento da un’altra attività subordinata.

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In caso di rioccupazione a tempo determinato inferiore a sei mesi o lavoro all’estero con Paesi EU la Naspi è sospesa. Ma è la possibilità di decadere dal provvedimento ad avere una vasta casisitica. Pur essendo un ammortizzatore sociale e non un sussidio, finanziato attraverso i contributi del dipendente e il ticket licenziamento pagato dal datore di lavoro, anche i comportamenti personali possono determinare la possibilità di revoca della Naspi.

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La prima causa di revoca della Naspi resta il lavoro non dichiarato, in nero. Ma l’INPS, gli Ispettorati del lavoro e l’Agenzia delle Entrate verificano anche redditi troppo elevati, spese eccessive, depositi e conti correnti non giusificabili. Anche una smodata esposizione sui social network in ambienti e località troppo costose e difformi dai livelli reddituali previsti, possono causare controlli severi. In questo campo infatti le verifiche sono aumentate al fine di scoprire frodi e truffe ai danni dell’INPS.