Naspi, rinnovo alla scadenza: in alcuni casi si può?

Se l’indennità di disoccupazione garantisce un periodo di inattività, vediamo se, come sussidio, presenta possibilità di rinnovo. I dettagli

Naspi, rinnovo alla scadenza: in alcuni casi si può?
INPS (Foto Adobe)

Quando si verifica la perdita del posto di lavoro, l’evento, per quanto possa essere eventualmente stato previsto, lascia dei tratti traumatici. In presenza di un nucleo familiare, in primis ne risente il bilancio, il quale evidentemente trasmette gli effetti anche sugli altri componenti. È comprensibile la circostanza per la quale le conseguenze debbano assestarsi in un arco temporale non affatto breve.

Ma può verificarsi che margine temporale più breve del previsto, possano farsi avanti nuove offerte. Tale dramma vale sia nel settore dipendente del lavoro che tra i liberi professionisti e le partite iva. Nel caso del lavoro dipendente, però, un periodo non eccessivamente lungo di disoccupazione può essere attenuato da un sostegno di provenienza statale, dedicato agli  ex appartenenti alla platea delle buste paga: la NASpI.

Naspi, ecco cosa succede alla scadenza

Naspi, rinnovo alla scadenza: in alcuni casi si può?
NASpI (Foto Adobe)

Dal 2015, la NASpI è l’indennità di disoccupazione che va incontro ai soggetti licenziati nell’ambito del lavoro. Essa li assiste con un assegno mensile, regolato dalla normativa negli importi, per un tempo provvisorio, oltre il quale si interrompe definitivamente. Il contributo sostituisce altri precedenti sussidi ed è assegnata su domanda dai soggetti di suddetta provenienza.

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Inoltrata la domanda, il via libera all’erogazione dell’INPS si ottiene già a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro. L’importo mensile e la durata provvisoria, come detto, variabili, sono stabiliti da ciascun contratto nazionale di lavoro ai quali i lavoratori licenziati sono appartenuti. Nulla osta in caso di licenziamento per giusta giusta; diversamente, le dimissioni non consentono di accedere alla misura.

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In termini generali, la base dell’importo mensile è ricavata dalla percentuale del 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni; dal sesto mese di fruizione, la cifra iniziale va riducendosi del 3% ogni mese. Alla scadenza naturale, la NASpI non può essere in alcun modo rinnovata, ancorché sia subentrata una nuova posizione professionale prima del termine. Il sussidio prosegue nel caso in cui si partecipa ad uno tirocinio retribuito, stage, borse lavoro e addestramento professionale.