Canone Rai, l’importo cambia dopo le elezioni? Dipende dal risultato

Il canone Rai, croce e delizia di tantissimi italiani, torna alla ribalta ora che mancano solo una manciata di settimane alle elezioni: cambierà l’importo totale? Continueremo a pagarlo? Se si, come?

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Canone Rai (foto Adobe)

La questione legata al canone denominato impropriamente canone Rai torna periodicamente ma, a ridosso delle nuove elezioni, la questione assume altri contorni. Cerchiamo di provare a capire cosa potrebbe succedere.

Perché se è molto probabile che comunque continueremo a pagare questo tributo che finanzia il mantenimento in buona salute dell’infrastruttura tecnologica che tutte le emittenti, e non solo la RAI, utilizzano per trasmettere, probabilmente invece potremmo avere dei cambiamenti a partire soprattutto dal metodo con cui questa tassa viene riscossa dallo Stato.

Dopo che è stata classificata come onere improprio per il suo essere inserita nella bolletta dell’energia elettrica, infatti, per il canone occorrerà trovare un altro sistema di pagamento. Ma potrebbe cambiare anche l’importo totale?

Canone Rai, gli scenari possibili dopo le elezioni

Canone Rai
Canone Rai (foto Pexels)

Come abbiamo già accennato, quello che molto probabilmente dovrà cambiare è innanzitutto il modo in cui paghiamo il canone Rai. Dal 2016 e fino a quest’anno, infatti, con una riforma voluta dal governo Renzi il canone è inserito nella bolletta dell’energia elettrica. Questo sistema ha permesso di ridurre in maniera evidente l’evasione fiscale riguardo questa specifica tassa.

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Al momento il tributo nel suo complesso è pari a €90 diviso in rate da €9 al mese che spesso vengono accorpate e quindi in bolletta ci troviamo a pagare €18. Che cosa potrebbe succedere, però , con un nuovo governo al timone del Paese? Se andiamo a guardare la situazione di altri Paesi europei, i €90 che paghiamo ogni anno per il servizio pubblico che mantiene in buona salute l’infrastruttura globale delle trasmissioni radiotelevisive è una cifra comunque irrisoria rispetto a quanto chiesto in altri Paesi dove la media è di circa €150 l’anno.

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Un eventuale aumento dipenderà quindi, in buona sostanza, dalle elezioni. Il prossimo governo potrebbe infatti decidere di aumentare o diminuire questa tassa per alleggerire il peso fiscale sul portafoglio degli italiani o, di contro, trovare nuove risorse per incentivare ulteriormente lo sviluppo delle tecnologie e magari trovare anche soluzioni ai disagi che tanti cittadini italiani ancora lamentano per la impossibilità di guardare i canali del digitale terrestre a causa dello spostamento delle antenne dei ripetitori.