Pensioni INPS, terribile sorpresa per chi ha lavorato a nero per anni

Le pensioni in Italia sono numerose, ma non quanto dovrebbero. I dati sul lavoro in nero sono mostrano quanto il fenomeno sia dilagante

pensioni lavoro in nero
Pensioni (Foto Pixabay)

Una piaga che in Italia continua ad essere presente. E forse anche in aumento. Tra i settori più coinvolti la ristorazione e l’edilizia. Il lavoro in nero inizialmente può sembrare conveniente, soprattutto da giovani, perché consente di avere delle paghe più alte, dato che il datore di lavoro non paga né tasse né contributi. Ma con uno sguardo un po’ più lungimirante, sin dalla giovane età, quindi dall’ingresso nel mondo del lavoro, si deve pensare ad accantonare contributi per la pensione.

Il lavoro in nero è illegale, nonostante ciò molto praticato. Sono perseguibili dalla legge innanzitutto i datori di lavoro, ma anche i dipendenti che accettano il lavoro senza figurare in alcun modo, anche se in misura minore. Per avere una pensione minima, si devono mettere da parte almeno 20 anni di contributi al compimento dei 67.

Pensioni Inps, cosa spetta i lavoratori in nero

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Pensioni (Foto Pixabay)

La risposta più semplice è facile. Nulla. Se non si accantonano contributi sufficienti, almeno 20 anni, entro i 67, non si ha diritto alla pensione. I contributi possono essere sia obbligatori, come quelli da lavoro, che volontari, come ad esempio quelli provenienti dal riscatto della laurea o da forme previdenziali private, come la pensione della casalinga.

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Se si arriva a 67 anni senza i 20 anni di contributi c’è un’alternativa, di arrivare ai 71 anni, cercando di finalizzare i contributi necessari alla pensione. Un’altra alternativa è la pensione sociale, che però non spetta a chiunque, ma solo alle persone che versano in stato di bisogno economico. In ogni caso se si hanno immobili di proprietà o pensioni, ad esempio di reversibilità o quella del coniuge, non si ha diritto neanche alla sociale. Che in ogni caso non arrivando neanche a 500 euro al mese è scarsamente sufficiente ad un’esistenza dignitosa.

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Quindi è bene pensare ai contributi per tempo per assicurarsi una pensione decente. Il lavoro in nero è un fenomeno che deve essere ridotto il più possibile. Anche il pagamento con ritenuta d’acconto, anche se legale, non è consigliabile. Si pagano le tasse ma il datore di lavoro non versa i contributi.