Buste paga, in arrivo nuovi aumenti per questi lavoratori

L’incontro tra sindacati e il governo uscente ha avuto come effetto un accordo sui nuovi aumenti previsti in busta paga

Buste paga (Foto Adobe)

La caduta del governo Draghi ha aperto la strada alle urne con il voto delle politiche che si terrà il 25 settembre prossimo. Fino a quel momento e anche per il periodo tecnico successivo alla formazione di un nuovo esecutivo, il governo uscente rimane in carica per gli affari correnti secondo la legge.

Tuttavia, visto che l’Italia sta attraversando un periodo straordinario tra un conflitto che la coinvolge, un’inflazione costante e una pandemia che non è definitivamente sconfitta, il Capo dello Statto ha concesso poteri ulteriori al governo uscente per interventi di necessità e urgenza che riguardino una delle aree sopra citate.

Aumenti in busta paga in arrivo per i prossimi mesi

Buste paga (Foto Adobe)

Infatti, l’esecutivo è in procinto di stilare un nuovo decreto Aiuti per far fronte alle conseguenze dell’inflazione per i prossimi mesi. A tal proposito esecutivo e sindacati si sono riuniti per decidere insieme le azioni da intraprendere. La novità è che è stato esclusa una replica del bonus da 200 euro.

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In luogo del bis del sostegno in busta paga i sindacati hanno preferito una decontribuzione delle stesse al fine di ottenere un netto in busta paga più alto. In sostanza, si provvederà per i prossimi mesi a tagliare le trattenute sul netto in busta paga in tasse allo scopo di far trovare in tasca agli italiani qualcosa in più e per un periodo più lungo.

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Infatti, l’intervento dovrebbe assicurare un netto maggiore in busta paga da settembre a dicembre. Stando alle stime, questo è il periodo in cui l’inflazione dovrebbe ancora crescere per poi frenare a partire dall’inizio del 2023. Ciò significa che i lavoratori si ritroveranno in busta paga un netto maggiore da settembre a dicembre.

Non è ancora stata individuata la percentuale di intervento e, di conseguenza, la somma che i lavoratori con busta paga si ritroveranno in più sullo stipendio. C’è da confermare anche il limite massimo di reddito sul quale intervenire con la decontribuzione e, quindi, l’aumento. Dovrebbe esserci un limite a 35.000 euro lordi annui.