Reddito di cittadinanza, chi ha cartelle esattoriali può perdere l’aiuto?

La questione non è stata affrontata dal Governo ma può essere risolta dalla giurisprudenza: può essere pignorato il Reddito di cittadinanza?

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Reddito di cittadinanza (Foto pixabay)

Il Reddito di Cittadinanza per il momento continua ad essere una misura di sostegno per milioni di famiglie. Anche se con la caduta del Governo ed una modifica sostanziale nell’esecutivo, potrebbe anche essere sospeso. Nelle correzioni al decreto Aiuti del 14 luglio 2022 sono state introdotte delle modifiche al reddito di cittadinanza. In generale è stato stabilito che dopo il rifiuto di due offerte congrue il reddito viene erogato. Oppure anche dopo una sola offerta rifiutata dopo 18 mesi.

Il reddito di cittadinanza viene erogato mensilmente su una carta, la rdc card. L’importo può essere utilizzato per fare la spesa, pagare le bollette, comprare abiti ed altri beni necessari. Ad esempio non si può utilizzare per il gioco. Nel caso in cui il percettore del reddito di cittadinanza abbia cartelle esattoriali inevase, il reddito può essere pignorato?

Reddito di cittadinanza, pignoramento in caso di debiti fiscali

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Reddito di cittadinanza (Foto pixabay)

Se non si pagano le cartelle esattoriali per molto tempo, ed esse non sono cadute in prescrizione, il fisco può anche arrivare ad avviare il procedimento di pignoramento dei beni. Il reddito di cittadinanza fa parte di questi? La questione non è stata sollevata normativamente. Tuttavia si può facilmente rispondere leggendo le regole sui pignoramenti e sul reddito di cittadinanza. Basta incrociare le due leggi. La prima, proveniente dal codice di procedura civile, stabilisce che non sono pignorabili “i sussidi di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri”.

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Quindi a rigor di logica il reddito di cittadinanza non dovrebbe essere pignorabile. Invece non è così. Il Reddito di Cittadinanza, da norma, non è considerato un sussidio, bensì una politica attiva per incentivare il lavoro dei disoccupati, tramite le azioni dei navigator, figure chiave che dopo un gran chiasso iniziale sono cadute nell’oblio.

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Quindi se il reddito di cittadinanza non è un sussidio ma una politica attiva, l’importo può essere pignorabile, sia da parte di privati che di pubbliche amministrazioni. Il Reddito di cittadinanza, nell’articolo 1 del decreto, è definito come “una misura di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale”.