INPS offre cassa integrazione per il troppo caldo: come ottenerla

Con le attuali condizioni di caldo estremo c’è la possibilità di ottenere la cassa integrazione dall’INPS, focus sulle procedure da seguire

Lavori pericolosi malore
Lavori pericolosi malore (Foto Pixabay)

In queste condizioni climatiche davvero particolari, caratterizzate da temperature molto elevate e forti tassi di umidità, con minima escursione termica, le possibilità di problemi alla salute con malori e gravi incidenti sul lavoro sono aumentate, come testimoniano recenti drammatici fatti di cronaca. A intervenire per prevenire le situazioni di pericolo, soprattutto per lavoratori impegnati in attività molto usuranti e faticose, sono stati INPS e INAIL.

Nel dettaglio sono coinvolti i lavori di stesura del manto stradale, di rifacimento di facciate e tetti, le lavorazioni all’aperto che richiedono indumenti di protezione, ma anche tutte le fasi lavorative che avvengono in luoghi non proteggibili dal sole o che comportino l’utilizzo di materiali o lo svolgimento di lavorazioni che non sopportano il forte calore.

Come intervenire per la cassa integrazione INPS in casi di caldo estremo

Lavori pericolosi malore
Lavori pericolosi malore (Foto Pixabay)

Con temperature oltre i 35 gradi o comunque percepite al di sopra di tale limite, in condizioni di alta umidità, le aziende possono richiedere il riconoscimento della cassa integrazione per avverse condizioni meteo, come chiarito nella circolare INPS numero 139 del 2016 e nel messaggio Hermes INPS numero 1856 del 2017.

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La ditta interessata, nella domanda di cassa integrazione all’INPS, e nella relazione tecnica allegata, deve esclusivamente segnalare le giornate di interruzione o riduzione delle attività lavorative. Non è tenuta invece a presentare dichiarazioni che attestino le condizioni meteo o bollettini meteorologici ufficiali, in quanto le amministrazioni pubbliche non possono richiedere alla cittadinanza documentazioni già in possesso ad altri organismi pubblici. Secondo quanto prescrive la legge numero 183 del 2011, articolo 15, comma 1.

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Sarà l’Istituto a reperire le informazioni meterologiche ufficiali e a valutarne l’impatto anche in considerazione della tipologia dei lavori svolti e interrorri a causa delle ondate di caldo. Inoltre, nei casi in cui il responsabile alla sicurezza dell’azienda disponga l’interruzione dell’attività produttiva e lavorativa per rischi e pericoli alla salute dei lavoratori, l’INPS  riconosce la cassa integrazione anche nei casi di temperature troppo elevate, indipendentemente dai bollettini meteo ufficiali.