Beffa INPS: chi è nato in questi anni riceverà la pensione in ritardo

Il tema delle pensioni è da diversi decenni sempre al centro dei dibattiti legislativi. Sull’Italia pesano diverse questioni

Pensioni (Foto Pexels)

Il tema delle pensioni è sempre presente sul tavolo delle varie legislature che si alternano. Sono ormai due decenni  che si cerca un giusto compromesso tra le esigenze dei lavoratori e futuri pensionati e quelle delle casse pubbliche. Il sistema italiano non offre molte sicurezze per il futuro in termini di solidità.

Ciò accade perché principalmente la tendenza che emerge in Italia è che i lavoratori prima o poi non riusciranno a ripagare le pensioni. Ciò è dovuto alla forza lavoro ferma, ossia disoccupati e a coloro che risultano occupati ma versano contributi bassi perché sulla carta lavorano meno ore rispetto a quelle effettive.

La generazione X lavorerà di più per avere di meno

Pensioni (Foto Pexels)

Per questo motivo è stata introdotta la riforma Fornero che ha completato un discorso iniziato nel 1995 dall’ex premier Lamberto Dini. Il sistema di calcolo delle pensioni è passato da quello retributivo, più+ pesante per le casse previdenziali, a quello contributivo che porterà ad avere pensioni più leggere rispetto a quelle di oggi.

Inoltre, esiste il noto caso della generazione X. Si tratta dei nati tra il 1965 e il 1980. Costoro dovranno lavorare dai tre ai sei anni in più rispetto agli altri concittadini. Questa fascia ampia d cittadini è svantaggiata perché sono stati i primi ad avere a che fare con i contratti flessibili del lavoro che non offrono garanzie di continuità e coperture contributive piene.

Sono coloro che hanno iniziato ad imbattersi nel concetto di flessibilità dle lavoro che non ha fatto altro che nascondere quello più serio della precarietà. I conti, però, tornano sempre e a rivelarlo sono quelli contributivi. La precarietà ha generato futuri lavoratori che dovranno lavorare di più per percepire pensioni basse. Per questo motivo si preme in questi mesi per introdurre il salario minimo, già legge in tanti paesi europei. Un salario minimo di 9 euro lordi al mese garantirebbe ad una persona che lavora per 30 anni a queste cifre almeno un assegno da pensione di 750 euro.