Conti correnti, i promossi e bocciati da Altroconsumo

Le banche tradizionali non sono uscite vincitrici dall’analisi del gradimento utenti portato avanti dall’associazione Altroconsumo

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Banca Altroconsumo (Foto Unsplash)

Cambiare banca non è piacevole. Quando si tratta di denaro, si vive una sorta di fidelizzazione scaramantica, con una specie di certezza che l’istituto in cui storicamente si conservano i soldi sia più affidabile di altri. I tassi di interesse e le spese psicologicamente pesano meno della fiducia sul deposito, come se cambiando si esponesse il proprio denaro ad un pericolo. Con i cambiamenti politici al livello europeo e nazionale, l’incertezza sulla conservazione del proprio denaro diventa ancora più alta, e si temono dallo scenario politico manovre penalizzanti sui cittadini.

Anche per questo la scelta di un istituto di credito di fiducia è ancora più arduo. Altroconsumo ha condotto un’indagine sulla soddisfazione dei correntisti, somministrando un questionario su 34.135 persone. Il grado di soddisfazione è stato valutato su una scala con punteggio massimo 100. Altroconsumo spiega che già da 75 si può equiparare ad un giudizio ottimo. Tra 65 e 74 il giudizio è buono, tra 50 e 64 il giudizio è medio, sotto 50 il giudizio è insoddisfacente.

L’associazione offre un servizio di comparazione online per poter scegliere al meglio. Dallo studio emerge che le banche più presenti sul territorio nazionale non sono le più convenienti. Ad esempio Intesa San Paolo XME Conto ha una spesa media annuale di 195,20 euro allo sportello e 180,40 euro online. Al contrario, Banca Sistema SI Conto!Corrente in cima alla classifica costa solo 28 euro allo sportello e 20 euro online. Dai risultati si evince quindi che se non si sceglie il conto giusto si possono spendere anche quasi dieci volte tanto.

Se si decide di cambiare banca, si devono affrontare vari step che talvolta sono un disincentivo alla modifica di destinazione del proprio conto. Dipendentemente da contratto stipulato, la banca può addebitare al cliente delle spese di chiusura del conto corrente. I tempi per il passaggio, che potrebbero generare disagi al correntista, sono molto diversi tra di loro. “Si va dai 7 giorni lavorativi della Banca Popolare di Sondrio ai 70 giorni del Monte dei Paschi di Siena. Nel caso in cui non venissero rispettati i tempi massimi, il cliente se è in grado di provare che ha subito un danno economico, può chiedere un risarcimento”.

Altroconsumo suggerisce un percorso diverso, che può far concludere tutte le pratiche in 12 giorni. È stato introdotto nel 2017. Si chiama “portabilità del conto corrente e dei conti di pagamento”.

In pratica è un graduale trasferimento dei servizi, con vincoli temporali stabiliti per legge. Si inizia compilando il modulo per la portabilità. “Dal momento della firma del modulo, vengono calcolati 12 giorni lavorativi entro cui l’iter può concludersi, nel caso in cui si sfori, la banca è tenuta a pagare un indennizzo pari a 40€ fissi, a cui viene aggiunto un indennizzo variabile in base al prodotto della giacenza del conto da trasferire al momento della richiesta, ai giorni di ritardo e al tasso massimo ai fini dell’usura in vigore al momento della richiesta di portabilità. Se a seguito del reclamo, la banca non risponde entro 60 giorni, il correntista può fare ricorso all’Arbitro bancario e finanziario”.

Questa pratica può agevolare il trasferimento da banca a banca. Inoltre dall’analisi ha ricevuto un buon punteggio Banca Etica, istituto di credito che ha come obiettivo fondatore quello di investire il denaro solo in progetti etici, di sostenibilità ambientale, tutela dei diritti umani ed esclusione di progettazione di progetti di offesa.