Reddito di cittadinanza, quando scatta la revoca: i casi più frequenti

In quali occasioni si perde il diritto al Reddito di Cittadinanza, ecco i casi in cui prestare attenzione agli errori

Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza (Foto Pixabay)

Negli ultimi mesi la discussione intorno al Reddito di Cittadinanza ha portato alla definizione di regole più stringenti riguardo le politiche di avviamento al lavoro. La natura di prestazione legata al reinserimento al mondo del lavoro è stata ribadita più volte dalla politica e dall’INPS. Di conseguenza sono aumentate la istruttorie di controllo e verifica delle istanze presentate.

Già nel corso del 2021 le domande di Reddito di Cittadinanza revocate sono state in numero maggiore rispetto all’anno precedente. La conferma arriva dal 21° rapporto annuale dell’INPS pubblicato nei giorni scorsi che completa e integra le informazioni provenienti dall’ISTAT su questo argomento.

Reddito di Cittadinanza, rigetto della domanda e revoca della prestazione

Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza (Foto Pixabay)

Intanto va sottollineta la differenza tra rigetto della domanda e revoca del sussidio. Il primo si ha quando le verifiche sono preventive e avvengono prima dell’erogazione del beneficio, in fase di lavorazione della domanda. La seconda accade se a controlli successivi si riscontrano delle irregolarità tali da sospendere o bloccare definitivamente la prestazione.

Le cause principali per quali l’INPS ha deciso la revoca del sussidio sono cinque e nel dettaglio:

  • assenza requisiti residenza e cittadinanza;
  • assenza requisiti economici;
  • assenza requisito beni durevoli;
  • false dichiarazioni o omissione comunicazione obbligatorie;
  • motivazioni diverse.

Leggi anche: Bonus 200€: annuncio INPS per i beneficiari RdC

L’INPS ha revocato il Reddito di Cittadinanza nelle seguenti circostanze:

  • nel 50,70% dei casi a chi non ha la residenza o la cittadinanza;
  • nel 26,07% dei casi a chi dichiara il falso o omette comunicazioni obbligatorie quando svolge attività lavorative;
  • nel 5,93% dei casi a chi non ha i requisiti economici;
  • nel 5,12% dei casi a chi non rispetta il requisito dei beni durevoli;
  • nel 12,17% dei casi per altre motivazioni. Si segnala in particolare il decadimento per via della presentazione di una nuova domanda prima che sia trascorso il termine perentorio di un mese per la presentazione della stessa.

Leggi anche: Reddito di Cittadinanza, cosa succede se si vince al Gratta e Vinci

Si può osservare che una domanda su quattro decade per false dichiarazioni, in particolare per mancato aggiornamento della condizione lavorativa (nel corso del 2021 sono state circa 7 mila le revoche per questo motivo). Mentre una domanda su due è revocata per mancanza di residenza o cittadinanza.