Prelievo bancomat, la cifra che fa scattare i controlli del Fisco

Potrebbero partire serrate verifiche da parte del Fisco, attenzione alle somme che si prelevano dal bancomat

Bancomat prelievo
Bancomat (Foto Pixabay)

L’uso del bancomat è un’abitudine consolidata per i risparmiatori della penisola. La diffusione degli sportelli, malgrado la riduzione del loro numero comlplessivo negli ultimi mesi, è ancora elevata. Tuttavia l’esecutivo spinge in maniera sempre più decisa verso una diminuzione del denaro circolante. Insiste infatti per lo sviluppo dell’utilizzo delle carte elettroniche come strumento di pagamento, anche per modesti importi.

Obiettivo di questa manovra è la lotta all’evasione e all’elusione fiscale, oltre che al riciclaggio di denaro sporco. La stretta sull’uso obbligatorio del Pos per i commercianti testimonia questa tendenza. E sempre più insistenti si fanno le voci di controlli sulle operazioni fatte allo sportello, in particolare versamenti e prelievi di contanti.

Da quale somma possono scattare le indagini dell’Agenzia delle Entrate

Bancomat prelievo
Bancomat (Foto Pixabay)

I comportamenti che potrebbero insospettire il personale del Fisco sono in pratica due. I controlli incrociati con le banche dati dell’Agenzia delle Entrate si attiverebbero qualora avvenissero pochi prelievi o troppo ravvicinati per lo stile di vita e le abitudini del correntista controllato. Sono soprattutto gli spostamenti di grosse quantità di liquidità a insospettire gli esperti del Fisco.

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Con prelievi superiori ai 10 mila euro al mese i dipendenti della banca sono tenuti a segnalare la cosa alla direzione dell’Istituto di credito, richiedendo spiegazioni degli ingenti  movimenti ai clienti. A questo punto l’Ufficio di Informazione Finanziaria avrà la discrezionalità di decidere le ulteriori verifiche con l’Agenzia delle Entrate. Altra osservazione da tenere a mente è il limite massimo per i pagamenti ni contanti che per tutto l’anno in corso rimarrà stabile a 2000 euro.

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Dal 2023 questa cifrà sarà ridotta a 1000 euro. Chi non rispetta il tetto previsto per gli acquisti in contanti va incontro a sanzioni e multe. Oltre la cifra di 2000 euro gli acquisti vanno effettuati attraverso strumenti elettronici di pagamento o comunque tracciabili (carte di credito, di debito, bonifici bancari, assegni). Il prelievo di 2000 euro è possibile, ma occorre avere l’accortezza di non spenderli in un’unica soluzione.