Pensioni INPS: cosa succede se cade l’attuale governo

La riforma delle pensioni è vincolata alle scelte governative. Nel caso in cui cadesse l’attuale governo gli esperti prospettano ipotesi

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Pensioni (Foto Pixabay)

Dalla Quota 100 al momento attuale è passata molta acqua sotto i ponti. Il tema caldo delle pensioni chiamerebbe una riforma strutturale, che non trova accordo tra le varie parti politiche ed anche con i rappresentanti della società civile, quali i sindacati. Il Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, aveva paventato una soluzione che è tornata in auge con l’avvicinarsi della scadenza per la Quota 102. Si tratta di una pensione in due tempi, che coinvolgerebbe i lavoratori con età pari o superiore a 64 anni.

Si tratterebbe di una formula di pensione anticipata per cui a 64 anni l’aspirante pensionato percepirebbe esclusivamente la quota contributiva, per poi ricevere la somma totale dopo il compimento dei 67 anni. I tre anni di differenza possono sembrare pochi, ma esiste una platea di migliaia di lavoratori in quella fascia di età, che con il pensionamento anticipato allargherebbero di non poco il numero dei lavoratori messi in quiescenza.

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Pensioni (Foto Pixabay)

Ci sono delle indiscrezioni che parlano di crisi governativa. Il sito Investire Oggi, con i suoi esperti, afferma che non è improbabile un ritorno alle urne il prossimo autunno. Se ciò dovesse accadere, la riforma delle pensioni su cui il Governo sta lavorando, verrebbe ulteriormente dilatata nel tempo. Si dovrebbero attendere almeno un paio d’anni per avere una nuove definizione pensionistica che definisca le nove agevolazioni per la pensione anticipata.

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E si tornerebbe dritti dritti alla Legge Fornero, con età di pensionamento per tutti a 67 anni. Nel frattempo l’attuale governo ha stabilito uno scivolo preferenziale per alcuni lavoratori, specialmente coloro che hanno svolto lavori usuranti negli ultimi 10 anni. Anche l’Opzione donna è stata rinnovata per il 2022. Si parla anche di mandare in pensione anticipata i lavoratori precoci con 41 anni di contributi.

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In tutta questa situazione nebulosa si dovranno necessariamente stabilire delle priorità. Che per il momento sono diverse nei vari schieramenti politici, ed anche i sindacati differiscono. Ed i lavoratori rimangono in attesa.