Assegno unico INPS: quali genitori non lo riceveranno

Se gli aventi diritto all’Assegno Unico sono la maggioranza, non tutti i nuclei familiari possono richiederlo. Vediamo perché

assegno unico arretrati
Assegno unico (Foto Pixabay)

L’Assegno Unico e universale, la misura economica erogata dall’INPS, entra nel quarto mese di pagamenti. Dal 1° marzo 2022, il contributo perviene a tutti i nuclei familiari che ne hanno fatto richiesta tra quelli con figli a carico fino al 21° anno di età o con figli disabili senza limiti di età. Ha un carattere, appunto, universale, in virtù che può essere richiesto dai familiari in qualità di lavoratori dipendenti, percettori di Reddito di Cittadinanza o pensionati.

L’Assegno Unico e universale ha sostituito cinque vecchi bonus, completamente assorbiti: il premio alla nascita o all’adozione (Bonus mamma domani); l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori; gli assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili; l’assegno di natalità (Bonus bebè); le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni. Per accedere a questi ultimi era sufficiente possedere un reddito da lavoro dipendente; sull’Assegno Unico, l’introduzione del criterio di valutazione del reddito ISEE comporta un abbassamento dell’importo mensile sulla base del patrimonio personale.

Assegno unico INPS, ecco i nuclei familiari esclusi

assegno unico variazione importo
Assegno unico (Foto Pixabay)

Gli aventi diritto possono dunque inoltrare la domanda per l’Assegno Unico per ciascuno dei figli minorenni a carico oppure già a decorrere dal settimo mese di gravidanza per i nuovi nati. La richiesta per ciascun figlio maggiorenne a carico può essere inviata quando questi frequenta un corso di formazione scolastica, universitaria o professionale; è registrato il suo stato di disoccupazione o di ricerca di un lavoro presso i centri per l’impiego; svolge il servizio civile universale; infine, svolge un tirocinio o un’attività lavorativa con un reddito inferiore a 8.000 euro.

Leggi anche: RdC, annuncio INPS: novità per chi non ha ricevuto l’assegno unico

Proprio l’individuazione dei suddetti, piccoli, redditi, è importante per determinare l’esatta congruità del rateo mensile adeguandolo eventualmente con compensazioni, integrazioni, oppure con maggiorazioni. Pertanto, l’INPS ha istituito dei controlli a campione atti a richiedere una documentazione aggiuntiva, seguita dallo sblocco dei pagamenti in presenza del quadro aggiornato dei redditi appartenenti a talune famiglie.

Leggi anche: Assegno unico INPS: come ottenere un aumento mensile

In particolare, il modello per le informazioni aggiuntive “RdC-Com AU”, utilizzato anche dai percettori del Reddito di Cittadinanza per integrarlo con l’AUU, ha permesso di sbloccare le erogazioni di quei nuclei dove i figli non erano a carico di entrambi genitori, ossia tra i genitori separati. La misura dell’AUU è una misura davvero universalistica se non che non ne possano fruire i lavoratori autonomi, e i genitori con a carico figli Neet (in inglese, not in education, employment or training) tra i 18 e i 21 anni, ovvero quei figli che non lavorano, non studiano e non sono impegnato in percorsi formativi.