INPS, beffa assegno unico: chi non riceverà 4 mensilità

Brutta notizia per molti italiani che non riceveranno ben 4 mensilità di questo 2022. Ecco quando e perché

INPS, beffa assegno unico: chi perderà 4 mensilità
Assegno Unico (Foto Adobe)

A partire dal 1° marzo 2022, i nuclei familiari con figli a carico fino al raggiungimento del 21° anno di età e con figli disabili senza limiti di età, hanno iniziato a beneficiare dell’Assegno Unico e universale, la misura onnicomprensiva destinata principalmente a sostenere i genitori impiegati in attività da lavoro dipendente. L’assegno mensile presenta un importo variabile in funzione dell’ISEE, ma esiste la possibilità di riceverlo anche quando l’ISEE è assente o supera 40.000 euro.

Mediante il disegno del Decreto semplificazioni, il sussidio subirà delle necessarie modifiche atte a correggere la farraginosità delle procedure che ad oggi contraddistinguono i tempi di lavorazione delle domande e il successivo ordine di erogazione dei pagamenti. Nonostante le difficoltà, le pratiche bloccate in istruttoria – secondo i dati interni di maggio – sono scese sotto l’1% delle pratiche complessive.

INPS, cosa si perde dal 1° luglio

INPS, beffa assegno unico: chi perderà 4 mensilità
Assegno Unico (Foto Adobe)

Le vicissitudini che hanno portato al blocco di una parte delle erogazioni sono sorte con l’istituzione dei controlli a campione, svolti direttamente dall’INPS: a dispetto delle premesse del nome, si tratta di un’ ulteriore indagine per acquisire la condizione più aggiornata del reddito ISEE e del patrimonio appartenente ai nuclei familiari. Rappresenta un’iniziativa necessaria per ottenere informazioni aggiuntive perché l’Istituto non è in grado di ricavarle autonomamente dalle proprie banche dati.

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A tale scopo, è stato predisposto il modello RdC-Com AU che accoglie la documentazione aggiuntiva e pertanto, con un modulo univoco, l’INPS può uniformare le richieste e le procedure di lavorazione. In questo modo, la pratica sottoposta ad istruttoria, viene sbloccata e può dunque definirsi il pagamento all’apertura della prima finestra di pagamento utile.

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Chi ancora non ha ancora inoltrato la domanda per l’assegno, ma provvederà entro il prossimo 30 giugno, può ancora beneficiare del diritto di ricevere gli arretrati accumulati dal mese di marzo. Con le domande presentate dal 1° luglio, verrà riconosciuta dunque la sola misura ordinaria mensile, senza gli arretrati dei precedenti quattro mesi. La decorrenza della richiesta inizierà dal mese successivo a quello di presentazione; idem per i tempi del pagamento. In più, dalla stessa data, la domanda sarà presa in considerazione. soltanto in presenza della dichiarazione ISEE.