Pensioni INPS, arretrati in arrivo: cifre e chi riguarda

Grazie al rinnovo del contratto In arrivo gli arretrati per i pensionati che rientravano ancora tra i lavoratori

Pensioni INPS
Pensioni INPS (Foto Adobe)

L’inflazione continua forte da diversi mesi e in diversi casi, nonostante degli aumenti in busta paga e delle rivalutazioni, non si riesce a definire un quadro della spesa necessaria per il bilancio familiare. Intanto cambiano i prezzi al consumo e il costo della vita e di conseguenza sono stati avviati dei processi di cambiamento diretti a migliorare il potere di acquisto dei consumatori, o semplicemente a difendersi dalla riduzione dello stesso.

Tra i diversi provvedimenti c’è il rinnovo di diversi contratti nazionali di categoria rimasti arretrati negli anni. Quella di non rinnovare in tempo i contratti di lavoro di comparto è una pratica assai diffusa in Italia. L’inflazione ha costretto il Governo a non prendere ulteriore tempo.

Inps, questi pensionati statali attendono gli arretrati

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Pensioni, in arrivo gli arretrati (Foto Adobe)

Così, il rinnovo del contratto dei lavoratori statali in riferimento al triennio 2019-2021, relativo al comparto funzioni centrali, comporterà il riconoscimento anche degli arretrati relativi a questi anni. L’accordo sindacale sugli arretrati comporterà il riconoscimento degli arretrati anche a quei pensionati che nel triennio suddetto lavoravano ancora al servizio della pubblica amministrazione.

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Quindi, tutti coloro che ora sono in pensione ma nel triennio 2019-2021 ha prestato il proprio servizio alle amministrazioni del comparto delle funzioni centrali, hanno diritto a ricevere gli stessi benefici economici dei dipendenti che attualmente sono ancora in servizio. 

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Le amministrazioni pubbliche relative alle funzioni centrali sono i ministeri, l’Inps, l’Inail, le agenzie fiscali. Il pagamento egli arretrati per i menzionati dovrebbe avvenire su base mensile diversamente dai lavoratori che, invece, è stato prevista l’erogazione degli arretrati in una unica soluzione.

I pensionati già hanno ottenuto nel 2022 la rivalutazione delle pensioni al tasso dell’1,7% calcolato sull’incremento dei prezzi medi relativi all’anno precedente. Inoltre, a partire dal cedolino di marzo è stato attuato anche un taglio dell’Irpef che ha comportato altri piccoli aumenti mensili sull’assegno.