Superbonus, fondi esauriti: arriverà un nuovo finanziamento?

Le domande per il cosiddetto superbonus sono state molto superiori alle attese e i fondi per finanziare la prestazione sono terminati. Cosa fare ora?

superbonus fondi esauriti
Superbonus (Foto Pixabay)

Il Decreto Legge  “Rilancio” del 19 maggio 2020, n. 34, ha introdotto nel panorama degli incentivi statali il Superbonus. Di cosa si tratta? Secondo il sito del Governo è una misura di incentivazioneche punta a rendere più efficienti e più sicure le nostre abitazioni. Il meccanismo prevede che gli interventi possano essere svolti anche a costo zero per il cittadino!”

Nel dettaglio, sempre dal sito governativo, “il beneficiario può decidere di esercitare l’opzione dello sconto in fattura: l’impresa o le imprese che hanno effettuato i lavori applicano uno sconto fino al 100% del valore della fattura e il cittadino effettua così i lavori senza alcun esborso monetario. L’impresa si vedrà in questo modo riconosciuto un credito d’imposta pari al 110% dell’ammontare dello sconto applicato, da utilizzare sempre in quote annuali di pari importo cinque (o in quattro per le spese sostenute nel 2022)“. Altrimenti il commitente può affrontare direttamente la spesa dei lavori e scegliere successivamente se utilizzare la detrazione in compensazione per pagare meno tasse o cedere il credito d’imposta a terzi (banche comprese).

Fondi finiti, cosa succederà ora?

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Superbonus (Foto Pixabay)

Tuttavia i 33,3 miliardi di euro previsti per finanziare il Superbonus fino al 2027 sono già terminati nel mese di maggio. La situazione potrebbe sbloccarsi a breve nel prossimo decreto “Aiuti” in discussione, ma in attesa di decisioni governative cosa può fare chi ha già attivato il Superbonus? Se le autorizzazioni sono già presenti e la cessione del credito è già stata concessa, l’operazione andrà avanti, la banca non potrà ritirarsi dall’accordo.

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Chi ha accordi con l’impresa, ma attende decisioni da parte dell’istituto per la cessione del credito potrà recedere o sospendere il contratto in attesa delle disposizioni del decreto. Nel caso di lavori già iniziati la situazione è più complicata. Si potrebbe bloccare il cantiere, chiedendo risoluzione o modifica degli accordi, ma si incapperebbe in una richiesta di danni se prevista dal contratto.

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Se il finanziamento è previsto solo per una parte dei lavori, impresa e committente possono scegliere di revisionare il contratto ed eliminare una frazione dei lavori programmati. In caso di disaccordo, per giungere alla risoluzione del contratto, sarà necessario il ricorso al tribunale. Quindi una situazione complessa che rischia di fermare molti cantieri e che resta in attesa dei chiarimenti da parte del Governo.