Nuovi fondi per il reddito di libertà: 400€ al mese, chi riguarda

In arrivo un aumento dei fondi del reddito di libertà per soddisfare le troppe richieste in alcune aree del Paese

Gli anni della pandemia saranno ricordati anche per i tanti bonus e sostegni elargiti dallo Stato per far fronte alle emergenze. In realtà, gli strumenti di sostegno erogati non sono soltanto relativi alle emergenze economiche conseguenti alla pandemia prima e al conflitto in seguito.

Infatti, gli esecutivi che si sono succeduti in questo periodo hanno “approfittato” della sospensione dei vincoli di bilancio previsti dai trattati europei per poter elargire anche misure di sostegno che prescindono dalla pandemia o dalla guerra. Tra questi c’è senza dubbio il reddito di libertà.

Nuovi fondi per il reddito di libertà

Si tratta della misura di sostegno economico previsto dallo Stato per aiutare le donne, che subiscono violenze e maltrattamenti, a liberarsi dallo stato di sottomissione, spesso condizionato da questioni economiche.  E’ un sostegno a favore di donne che hanno già attivato un percorso presso centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e riguarda sia le madri che donne senza figli. E’ possibile ottenere il reddito di libertà pur ricevendo già Naspi o reddito di cittadinanza.

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La novità degli ultimi giorni è che sono state aumentate le risorse finanziarie per sostenere questo strumento. In particolare, il fondo è stato rifinanziato per le regioni e province autonome. In Italia le regioni autonome sono: Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia. A queste si uniscono le province autonome di Trento e Bolzano.

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Le nuove risorse saranno utilizzate per le domande pervenute e non accolte per mancanza di fondi. In realtà, il nuovo fondo era stato già introdotto lo scorso marzo. Tuttavia, soltanto lo scorso 16 giugno l’Inps ha fornito le procedure per erogare il rifinanziamento della misura di sostegno alle donne vittime di violenza e abusi.

il reddito di libertà è finalizzato a sostenere in via prioritaria determinate spese: nello specifico si tratta delle spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale alle donne oggetto di maltrattamenti. Inoltre, rientra nelle spese prioritarie anche il sostegno scolastico per i figli minori.