Stangata superbonus: chi dovrà restituire il 110%

Il Superbonus rischia di essere un flop con conseguente crisi del mercato immobiliare. Cosa sta succedendo alla cessione del credito

Superbonus cessione del credito
Superbonus (Foto Pixabay)

Il Superbonus continua ad essere approvato da chi ne fa richiesta, ma i fondi sono esauriti fino al 2036. Fino ad adesso si è sforato già di 400 milioni. 33,3 miliardi disposti, 33,7 miliardi impegnati. E queste stime sono solo all’inizio. Complice un’inadeguata regolamentazione iniziale, il Superbonus è stato elargito a maglie troppo ampie e con controlli troppo diluiti. Ne è conseguito che alcuni lavori finanziati in realtà non sono mai stati realizzati, neanche a fronte dell’impegno pattuito. Di conseguenza, ma con notevole ritardo rispetto a previsioni che si potevano fare sin dall’inizio, sono state introdotte misure restrittive.

Come ad esempio le certificazioni di avanzamento dei lavori e la scadenza ultima per il completamento dell’opera. In caso contrario, si perderà il Superbonus. Ed i condomini che avevano investito denaro per i progetti di fattibilità iniziali, non riceveranno nessuna restituzione.

Superbonus, cosa sta succedendo

Superbonus cessione del credito
Superbonus (Foto Pixabay)

Uno dei problemi principali riguarda la cessione del credito d’imposta. Inizialmente poteva sembrare un’operazione vantaggiosa. A fronte dell’acquisizione del cedito da parte di banche o imprese edili, quel 10% di surplus nel tempo sarebbe stato recuperato. Ma, come già accennato, i soldi sono finiti, e la cessione del credito bloccata da molte banche. Per cui le imprese fanno fatica a continuare a concedere ai condomini lo sconto in fattura, ed i lavori rischiano di rimanere incompleti.

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Roberto Catucci, avvocato specializzato in materia edilizia, spiega ai microfoni di Dossier: “Ci sono condomini dove sono stati approvati studi di fattibilità, progetti esecutivi costosi, fino a 300mila euro di spese sostenuti dagli inquilini, e la ditta non riesce più a fare sconto in fattura perché il credito è stato bloccato“.  Se il Superbonus si rivelerà un flop, non solo si vedranno facciate o lavori incompleti, ma anche il tanto millantato efficientamento energetico del Paese verrà meno.

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Conclude Catucci, con una metafora molto esplicativa: “Sconto in fattura significa cessione del credito. Difficilmente trovi un’impresa che riesce ad applicarlo con le proprie sostanze, le imprese avevano fatto i propri conti sulla base delle leggi emesse dal Parlamento: lo Stato non può dire ecco la marmellata e poi, di colpo, chiudere a chiave la credenza.