Aumento prezzi, choc in un bar a Roma: cosa è successo

Una nota giornalista della Capitale si è ritrovata tra le mani uno scontrino da 8 euro in un bar del centro

cappuccino caffè
Aumento dei prezzi (Foto Pixabay)

L’aumento dei prezzi è il principale tema di dibattito tra gli italiani. Nel giro di qualche mese, ed era prevedibile, è avvenuto il passaggio dalla discussione sull’aumento delle bollette a quella di diversi beni di consumo. E’ la conseguenza degli aumenti del costo dell’energia che provoca inflazione.

Ed era ben chiaro che gli aumenti più insistenti del costo di energia elettrica e gas, arrivati nei primi mesi del 2022, avrebbero avuto poi i loro riflessi sugli altri prodotti da banco qualche mese successivo. Il momento è arrivato ed ecco che sul banco degli imputati non ci sono più principalmente le bollette, ma i prodotti di consumo, a partire dagli alimentari.

Cappuccino a 8 euro a Roma

caffè
Caffè (Foto Pixabay)

Intanto a Roma una giornalista molto nota a livello locale ha denunciato sul suo profilo Twitter il pagamento di un cappuccino a prezzo palesemente eccessivo. La professionista ha pagato 8 euro, con tanto di scontrino pubblicato sul profilo social per un cappuccino consumato presso un bar del centro di Roma.

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La notizia ha subito scatenato il dibattito sui social con la cittadinanza che in questo momento è altamente sensibile alla questione degli aumenti. Il prezzo medio del caffè al banco, ad esempio, è salito nel 2022 a 1,10 euro considerando tutto il territorio nazionale. Ci sono tuttavia stati già luoghi in cui il caffè al banco è arrivato a 1,25 euro a tazzina.

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Resistono, invece, alcune località del Sud dove è possibile trovarlo ancora a meno di 0,90 euro. Assoutenti attraverso le parole del suo presidente Furio Truzzi ha già denunciato gli aumenti del caffè: “Nei mesi scorsi avevamo denunciato i primi ritocchi dei listini del caffè. I numeri ufficiali confermano il trend al rialzo, che oggi sfiora una media annua del +6%, è destinato a proseguire”.

Poi prosegue il presidente dell’associazione spiegando le motivazioni degli aumenti: “A generare i rincari da un lato il caro-bollette, che impone maggiori costi energetici scaricati sui consumatori finali attraverso i prezzi al dettaglio, dall’altro le tensioni nelle quotazioni delle materie prime”, conclude.