Vaiolo delle scimmie, quarantena obbligatoria: dove è scattata

Torna lo spettro della quarantena a causa non del Covid, bensì per il vaiolo delle scimmie. Ecco dove si comincia

vaiolo delle scimmie
vaiolo delle scimmie (Foto Pixabay)

L’esperienza dell’emergenza sanitaria da Covid è una ferita che ancora sanguina in tutti noi. In verità, il virus si è oggi tramutato in una forma che consente di conviverci sostenuto dalla protezione del vaccino e dalle molteplici abitudini di igiene acquisite. Però il lascito che due anni di carica virale e dell’impressionante ondata dei contagi hanno impresso sulla memoria di ogni individuo, non rappresenta ancora una questione chiusa ma la lunga coda verso la normalizzazione.

All’inizio di ogni epidemia, spesso emerge come fattore che viene posto sul banco degli imputati il tema della trasmissione della malattia da animale ad animale e poi del passaggio da animale a uomo. In fondo, il salto qualitativo di un virus viene sancito quando esso detiene un sufficiente bagaglio genetico per penetrare a testa d’ariete nel patrimonio del dna umano.

Vaiolo delle scimmie, questi i soggetti che torneranno a isolarsi

mascherina
Mascherina FFP2 (Foto Unsplash)

Per rompere la catena infettiva, come si conosce, l’extrema ratio di qualsiasi prassi sanitaria si traduce nel ricorso alla ormai notoria quarantena, l’isolamento necessario per frantumare la mappa di una trasmissione apparentemente inarrestabile. Oggi stiamo vivendo agli albori di una nuova emergenza, nell’augurio che stia dalle proporzioni pandemiche del Covid: si tratta del vaiolo delle scimmie, la malattia virale che porta negli esseri umani febbre ed eruzioni cutanee ma che ha al momento un’evoluzione favorevole.

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Nonostante ciò, le autorità sanitarie del Belgio hanno reintrodotto – unico caso in Europa – la quarantena obbligatoria di 21 giorni nei confronti di coloro che contraggono la malattia. La decisione è arrivata dopo il terzo caso registrato nel Paese, di cui il primo connesso ad un festival nella città portuale di Anversa. L’Organizzazione mondiale della sanità ha contato 92 casi confermati di vaiolo e 28 casi sospetti. La trasmissibilità accertata è quella connessa ai rapporti sessuali tra individui.

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Nel Regno Unito, sono risultati positivi altri 11 cittadini britannici oltre ai 9 casi precedenti. In Europa, sono oggi 100 le infezioni registrate. L’OMS stessa prevede che presto i casi aumenteranno esponenzialmente con il perfezionamento del monitoraggio più capillare dei contagi. E pare che i numeri peggioreranno in sole due-tre settimane. Gli Stati Uniti, intanto, sono già impegnati sul fronte di un possibile vaccino. Una rapidità di valutazione frutto della bruciante esperienza che ha investito il mondo.