Attenzione dopo aver preso il Lasix: cosa molti non sanno

In caso di accumulo eccessivo di liquidi nel corpo, Lasix è il farmaco giusto ma attenzione a questi effetti dopo averlo assunto. Vediamoli

Lasix
Lasix (Foto Wikipedia)

Fonte articolo: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Lasix è tra i farmaci più prescritti anche nei casi di ipertensione. Nel dettaglio, questo medicinale è un preparato farmaceutico composto dal suo principio attivo, la furosemide, che permette di affrontare i casi di ritenzione idrica. Appartiene alla categoria dei diuresici, cioè ai farmaci che favoriscono la produzione di urina e allo stesso tempo alleviano i disturbi causati dall’edema, ovvero sia l’accumulo eccessivo di liquidi nel corpo.

Anche coloro che soffrono di malattie dei reni sono inclusi tra i pazienti che ricorrono a questo farmaco. Nel complesso, le patologie coinvolte sono: l’insufficienza renale acuta (oligoanuria); l’insufficienza renale cronica (prima o durante la dialisi), in particolare per la presenza di liquidi nei polmoni (edema polmonare cronico); la sindrome nefrosica associata ad una ridottissima funzionalità renale, con un’eccessiva ritenzione di liquidi nel corpo (edema incontrollato); l’insufficienza renale cronica senza ritenzione di liquidi; lo stato di shock legato a una diminuzione dell’afflusso di sangue nei tessuti.

Lasix, dopo l’assunzione potrebbero manifestarsi questi effetti

Lasix (Foto Facebook)

Come ogni approccio cautelativo, il Lasix deve stare lontano dalla portata di chi è allergico al principio attivo, la furosemide, oppure ad uno degli antibiotici appartenenti alla classe dei sulfamidici (o allergico alle sostanze sulfaniluree) o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale. Non deve essere somministrato a chi è disidratato e urina in maniera ridotta o non urina affatto; oppure con livelli di potassio o di sodio più bassi del normale, cioè tra i casi di ipopotassiemia e iposodiemia; o se il corpo non riesce più a produrre ormoni surrenalici (morbo di Addison).

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Nessun consumo anche nel primo trimestre di gravidanza o durante l’allattamento, e con sovradosaggio digitale. L’attenzione, però, non è soltanto preventiva ma impone un’attenta osservazione del soggetto anche nella fase successiva alla somministrazione. Già nei bambini il rischio è quello di incorrere a calcoli renali (nefrolitiasi) o calcificazioni a livello dei reni (nefrocalcinosi) in neonati pretermine.

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Negli adulti si registrano comunemente: l’alterazione dell’equilibrio dei sali presenti nel sangue (disturbi elettrolitici); episodi di disidratazione; la diminuzione del volume del sangue (ipovolemia); l’aumento dei valori sanguigni della creatinina e dei trigliceridi; la riduzione della pressione del sangue; l’aumento della concentrazione del sangue (emoconcentrazione); la riduzione nel sangue di sodio (iposodiemia), cloro (ipocloremia) e potassio (ipopotassiemia); l’aumento del colesterolo, dei livelli di acido urico nel sangue (iperuricemia); oltre la gotta (infiammazione delle articolazioni che causa dolore e gonfiore), l’alterazione cerebrale per disturbi al fegato (encefalopatia epatica) e l’elevata produzione di urine (poliuria). È importante che ogni anomalia venga prontamente segnalata al proprio medico.