Bonus 200€: scatterà in automatico per i lavoratori pubblici?

Arriverà nelle buste paga di luglio il bonus da 200 euro voluto da governo Draghi ed inserito nel Dl Aiuti

Bonus 200 euro
Bonus 200 euro (Foto Adobe)

Il Dl Aiuti, ovvero il decreto legge “Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina” è stato pubblicato lo scorso 17 maggio in gazzetta ufficiale.

Si tratta di un Dl che comprende 59 articoli tra cui quello che riguarda il bonus da 200 euro da inserire una tantum in busta paga. Il bonus riguarderà oltre la metà degli italiani dal momento che a beneficiarne saranno circa 31,5 milioni di persone. Beneficeranno del bonus i lavoratori dipendenti, gli autonomi, i pensionati, i disoccupati, i collaboratori e coloro che beneficiano del Reddito di Cittadinanza.

Bonus da 200 euro: i dipendenti pubblici devono presentare domanda?

Bonus 200 euro
Bonus 200 euro (Foto Adobe)

Il bonus da 200 euro riguarderà un’ampia platea di beneficiari tra cui anche i dipendenti del settore pubblico. Proprio come accade per i dipendenti privati, anche quelli del settore pubblico non devono inoltrare nessuna domanda per ottenere il bonus dal momento che l’erogazione avviene automaticamente se si ha un reddito annuo inferiore ai 35mila euro.

In sede di conguaglio, a fine anno, saranno i datori di lavoro a verificare se i propri dipendenti che hanno ricevuto l’aiuto economico hanno effettivamente i requisiti necessari ed eventualmente recuperare l’importo, suddiviso in otto rate.

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Il bonus sarà erogato quindi direttamente nella busta paga di luglio a tutti i lavoratori che percepiscono un reddito inferiore ai 35mila euro lordi. Per stabilire i beneficiari del bonus è stato preso in considerazione il Reddito e non l’ISEE dal momento che la misura riguarda la singola persona e non il nucleo familiare.

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Il reddito massimo per ottenere il bonus sarà probabilmente calcolato tenendo conto dei redditi di qualsiasi natura, sia quelli esenti da imposta sostitutiva che quelli soggetti a ritenuta alla fonte. Saranno esclusi dal conteggio del reddito la casa, i trattamenti di fine rapporto e l’Assegno Unico.

Non saranno presi in considerazione né gli assegni di guerra né l’indennità di accompagnamento. Stesso discorso per l’assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità, l’indennità prevista per i ciechi parziali e quella di comunicazione per i sordi prelinguali.