Allerta INPS: si riprenderà i soldi da questi pensionati

Esistono dei casi in cui l’Inps può erogare erroneamente delle somme. Bisogna fare attenzione alle conseguenze

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Pensioni (Foto Adobe)

L’Inps è il principale ente di previdenza del Paese e si occupa per lo più delle erogazioni degli assegni di pensione e delle misure di sostegno per i più deboli. Ci sono categorie di persone possono trovarsi in determinate situazioni di difficoltà temporaneamente, o per la perdita del lavoro o nel caso di difficoltà a deambulare.

Altre, invece, come i pensionati per questioni anagrafiche, ricevono l’assegno a tempo indeterminato. Tuttavia, esistono die casi in cui l’Inps può erroneamente erogare degli assegni. Ciò può capitare soprattutto nel caso di assegni temporanei. Un esempio in tal senso riguarda le pensioni di accompagnamento.

Pensioni, il caso della revoca

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Si tratta di una misura del valore di 525 euro mensili erogata a favore di persone che non riescono a deambulare e necessitano dell’accompagnatore. In questo caso, però, lo Stato prevede delle visite periodiche affinché venga verificata la sussistenza dell’invalidità. Nel caso in cui dalla visita di controllo non si ritenga più necessario l’accompagnatore, l’indennità erogata decade con la revoca dell’assegno di accompagnamento.

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Tuttavia, può accadere che per errore, l’Inps continui ad erogare l’indennità anche quando è stata formalizzata la revoca. In tal caso, bisogna fare molta attenzione perché l’ente può richiedere in un momento successivo la restituzione della somma erogata. Esiste un solo caso in cui il beneficiario può evitare la restituzione.

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Ciò accade quando l’ente erogatore non ha formalmente comunicato la revoca dell’assegno. Inoltre, non è possibile appellarsi alla mancata comunicazione nel caso in cui siano venuti a mancare anche i requisiti reddituali per ottenere l’indennità di accompagnamento. A favore delle persone che subiscono poi una revoca ingiusta che può essere conseguenza di valutazioni errate, è arrivata una sentenza a favore della persona che ha subito la revoca.

Infatti,  la sentenza n.14561 depositata il 9 maggio della Corte di Cassazione ha modificato le procedura di impugnazione di revoca dell’assegno di accompagnamento. In precedenza, infatti, era necessario presentare una nuova domanda di accompagnamento per impugnare la revoca. Per effetto della sentenza, non è più necessario ripetere la procedura.