INPS, allarme assegno unico: 22.000 domande nel mirino

L’assegno unico universale si avvia alla terza erogazione mensile. Tuttavia, sono state riscontrate delle probabili anomalie

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Assegno unico (Foto PIxabay)

L’assegno unico universale è il nuovo strumento che sostiene le famiglie con i figli a carico fino a 21 anni di età. E’ una misura che cambia lo scenario degli aiuti alle famiglie con i figli a carico sostituendo l’assegno familiare e gran parte delle precedenti detrazioni previste a favore die genitori per i figli.

Ad oggi sono 7.259.181 i figli per cui è stato richiesto l’assegno unico e universale attraverso 4.497.281 domande inoltrate all’Inps, ente erogatore della misura. Tuttavia, non sono mancate delle criticità. La gran parte delle domande sono state accolte e i pagamenti sono stati erogati puntualmente nel mese previsto in relazione ai tempi in cui è stata inviata la domanda.

Assegno unico, migliaia di domande sotto la lente

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Controlli Inps (Foto Pexels)

Tuttavia, esistono dei casi in cui l’Inps ha ritenuto opportuno verificare attraverso ulteriori controlli. Secondo Sky, che cita il Corsera nella specifica analisi, sarebbero ben 22.000 le domande sotto osservazione da parte dell’Inps. Queste persone, secondo la testata, avrebbero tentato di ottenere l’assegno in maniera illegittima, ossia in assenza dei requisiti necessari per ricevere l’erogazione prevista dallo Stato per i figli a carico.

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Ulteriori tempi sono stati richiesti, invece, per coloro che sono già beneficiari del reddito di cittadinanza. Per queste categorie di cittadini, infatti, la normativa dell’assegno unico universale prevede soltanto un’integrazione rispetto alle somme ordinarie erogate. Questa differenza ha costretto l’ente ad approfondire le pratiche per verificare attentamente i casi.

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Va ricordato che l’assegno unico universale viene erogato in base al reddito Isee dichiarato. In relazione alla situazione patrimoniale spettano da un minimo di 50 euro, per i redditi Isee da 40.000 euro ed oltre, ad un massimo di 175 euro per ogni figlio a carico per i redditi Isee entro i 15.000 euro annui. Queste cifre possono, poi, essere maggiorate con ulteriori piccole somme mensili in talune circostanze, come nel caso delle ragazze madri.