Bonus 200 euro: chi potrebbe restituirlo a fine anno

Il decreto Aiuti e energia ha inserito nel testo un bonus una tantum da 200 euro per diverse categorie. C’è un rischio beffa

Bonus 200 euro
Bonus 200 euro (Foto Adobe)

rincari dell’energia, dalla luce al gas a finire per i carburanti, stanno inevitabilmente innescando un effetto a catena dei prezzi con l’inflazione che ha raggiunto livelli che in Italia no si registravano da diversi anni. Per questo motivo il Governo è intervenuto più volte al fine di offrire dei sostegni che contengano, almeno in parte, gli effetti sui bilanci familiari, delle piccole imprese e di conseguenza dei consumi e dell’economia.

Tra questi interventi c’è il bonus 200 euro, una misura elargita una tantum a diverse categorie di lavoratori e ai pensionati. Tuttavia, esiste un requisito per poter ricevere il bonus, relativo all’aspetto reddituale. Hanno diritto, infatti, a ricevere il bonus lavoratori e pensionati che non superano 35.000 euro lordi di reddito nell’anno in corso.

Bonus 200 euro, il rischio della beffa

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Bonus (Foto Pixabay)

L’aspetto temporale di riferimento del reddito, ossia l’anno in corso, non va sottovalutato, specie per i lavoratori dipendenti. Infatti, costoro riceveranno il bonus in busta paga dal datore di lavoro. Tuttavia, quest’ultimo elargisce il bonus per conto dell’Inps ma soltanto in base ad una previsione secondo la quale i beneficiari possono o meno cadere nel limite reddituale.

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Possono esserci casi in cui il limite lordo di reddito annuo può essere vicino alla soglia. In tal caso esiste anche il rischio di dover restituire, in un secondo momento, quanto ricevuto. Per evitare la beffa, quindi, per coloro che rasentano il limite massimo lordo di reddito è opportuno, in caso di erogazione in busta paga, accantonare il bonus in modo tale da non dover poi accusare il peso della restituzione eventuale in caso di superamento del tetto.

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Le previsioni risultano anche poco precise perché nell’anno in corso sono in atto dei cambiamenti delle buste paga per effetto dei tagli all’Irpef e dell’addio ad alcune detrazioni. Le previsioni precise sul reddito che si percepirà nel 2022 non sono così lineari proprio a causa dei cambiamenti in atto.