INPS, assegno unico: perché è ancora in istruttoria

Non solo tempi tecnici: la pratica per l’Assegno Unico resta in istruttoria per i dati incongrui pervenuti all’INPS. Vediamo in dettaglio

Assegno unico reddito cittadinanza
Assegno unico (Foto Pixabay)

Con il mese di maggio, siamo al terzo mese in cui l’Assegno Unico e Universale è a pieno regime. La misura di sostegno erogata dall’INPS sta raggiungendo gli attuali 4,8 milioni di percettori, ossia gli altrettanti nuclei familiari con figli a carico, fino al compimento del 21° anno di età o disabili senza limiti di età. Ad oggi il piano dei pagamenti non segue una procedura standard, perciò le tranche vengono riscosse secondo una modalità tutt’altro che lineare.

L’ordine con cui le domande sono pervenute all’Ente di Previdenza sta dettando la programmazione dei pagamenti. Ma non solo questo: molto ha pesato la decisione dell’Istituto di effettuare dei serrati controlli a campione su determinate categorie di richiedenti, richiedendo direttamente alle famiglie delle informazioni che l’Istituto non è in grado di raccogliere autonomamente con le proprie banche dati.

INPS, Assegno Unico: cosa sta bloccando le erogazioni

Assegno unico (Foto Pexels)

D’altronde stiamo parlando di 7 milioni di figli a carico delle famiglie, ognuno dei quali sta ricevendo l’assegno – anche se in maniera discontinua – in quanto ancora dipendono dalla situazione reddituale dei loro stessi nuclei familiari. L’INPS, per approfondire il quadro di alcuni redditi, ha richiesto della documentazione aggiuntiva, in particolare per chiarire la situazione economica di quelle famiglie nella quali sono presenti figli maggiorenni.

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Nel novero del quadro reddituale complessivo, bisogna infatti valutare il figlio fino al 21° anno se studente, disoccupato, od occupato con un reddito fino a 8.000 euro annui. In ogni caso, al ragazzo o alla ragazza spetta l’AU, ma la relativa posizione ne determinerà la priorità d’erogazione da parte dell’INPS. Perché, come ha ribadito in un secondo tempo l’Ente, i pagamenti non seguono una procedura “in automatico” ma sono l’esito congiunto delle verifiche, della corretta ricezione dei dati e dell’ordine di arrivo della domanda.

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Tutto ciò ha prodotto dei rallentamenti piuttosto significativi, tanto che dobbiamo parlare di domande inotrate a gennaio, febbraio e marzo 2022 attualmente ferme in istruttoria. Un ulteriore ostacolo è rappresentato dalla contingenza con la riscossione del Reddito di Cittadinanza da parte di alcune famiglie: ciò è argomento di ulteriori verifiche perché il sostegno complessivo dà accesso ad ulteriori maggiorazioni. Il focus dei controlli si è concentrato nei nuclei con i figli maggiorenni non disabili, con mamme under 21, o con genitori separati; questi ultimi possono infatti inoltrare la domanda di AUU singolarmente (con i fraintendimenti assistenziali che ne possono derivare).