Pensioni INPS, quanto si ottiene con 35 anni di contributi?

A seconda della data in cui si otterranno i contributi, si entrerà nel corrispettivo sistema contributivo. Con 35 anni, quale sarà la rata?

Pensione 2000 euro
Pensione (Foto Pixabay)

Oggi, specialmente tra le nuove generazioni, non è un discorso facile da fare, quello della pensione. Attorno a loro, gira un mondo del lavoro in molte sfaccettature nuovo per i loro stessi genitori; ed anche le dinamiche di vita in rapporto alle finanze necessarie per una vita dignitosa, non sono le stesse di sempre, ma seguono una moda di paradigmi dettati dai riflessi economici degli eventi internazionali.

Eppure le nuove generazioni di oggi comporranno la terza età del futuro, pertanto pensare a come sostenersi economicamente e a vivere tranquillamente una fase di meritato riposo dopo tanto lavoro, è una tradizione che ancora continua e accomuna le urgenze di ogni persona, qualsiasi sia l’età. Il tempo della nostra permanenza nel mondo del lavoro è determinante per definirne il trattamento pensionistico.

INPS, questa è l’assegno contributivo avendo lavorato per 35 anni

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Pensione (Foto Adobe)

A seconda della data nella quale si pone fine al cumulo necessario degli anni contributivi, ciascun lavoratore entrerà nel novero di un sistema contributivo piuttosto che un altro, il quale ne definirà l’entità della rata mensile. Dunque, il sistema di calcolo per le vecchie generazioni non vale per le nuove. A partire da una data: 31/12/1995. In base all’anzianità maturata a questa data, i lavoratori privati, pubblici e autonomi sono classificati in tre gruppi.

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Con un cumulo pari o inferiore a 18 anni di contributi, il sistema di calcolo è un sistema misto, chiamato sistema retributivo; chi deve proseguire oltre l’anno 1995, entrerà nel sistema contributivo, basato su quanto versato nel corso della vita lavorativa. Quest’ultimo viene applicato anche in assenza di contributi. Nel calcolo contributivo, l’assegno pensionistico è calcolato sulla base dei contributi versati secondo un coefficiente rivalutato dalla variazione della speranza di vita.

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Col precedente sistema retributivo, diversamente, il lavorato percepisce una pensione calcolata equivalente al 2% del reddito pensionabile moltiplicato per il numero di anni di anzianità. Il tetto massimo è di 40 anni. In conclusione, chi ha lavorato per 35 anni percepisce solo il 70% del reddito pensionabile.