Busta paga, chi si ritroverà 190€ in più in automatico

Con la Legge di Bilancio 2022, i lavoratori dipendenti godranno di un rinforzo in busta paga, ma solo con questi redditi. Vediamo quali

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Busta paga (Foto Adobe)

Con il 2022, la Legge di Bilancio approvata è andata a correggere una situazione economico-finanziaria che ha rischiato di incancrenirsi nelle famiglie e tra i lavoratori; al contempo ha dovuto fare i conti con le scelte consequenziali suggerite dalle vicissitudini che hanno coinvolto nel passato recente le casse dello Stato. Non possiamo dimenticare due anni di emergenza sanitaria che non hanno pesato soltanto sul portafoglio del cittadino, ma anche sull’intero sistema produttivo del Paese.

Il pacchetto di norme introdotto sta cercando di cauterizzare i segni lasciati dalla crisi occupazionale derivante e si prepara a esporre con coraggio buona parte delle famiglie e dei lavoratori alla sfida dettata dalle nuove criticità internazionali. I lavoratori dipendenti, in particolare, saranno a percepire per primi il peso degli nuovi effetti normativi, dal privilegiato punto di vista della busta paga.

Busta paga, a quanto corrisponde lo “sconto” per ciascun stipendio lordo?

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Busta paga (Foto Pexels)

Le novità visibili dal cedolino per i lavoratori con contratto di lavoro dipendente, riguarderanno principalmente: la variazione scaglioni aliquote Irpef; le detrazioni lavoro dipendente riformulate; la modifica del trattamento integrativo; l’esonero contributivo per l’anno 2022; il nuovo assegno unico universale. Non solo dunque misure provvisorie o estemporanee, come maggiori detrazioni e minore tassazione dei redditi, ma è prevista, per l’intero arco dell’anno – fino alla prossima finanziaria – una generale riduzione dei contributi dovuti dai lavoratori dipendenti.

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I lavoratori dipendenti saranno esonerati a destinare una parte dei loro contributi per la percentuale riconosciuta dello 0,8%, calcolata 13 mensilità, purché lo stipendio mensile lordo non superi 2.692 euro. Bisogna precisare che il provvedimento non include i lavoratori del settore domestico; nonostante ciò, le stime indicano un complesso di circa 20 milioni di dipendenti che assorbirà i benefici.

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La percentuale si tradurrà, quindi, in un ammorbidimento della pressione fiscale; non costituirà pertanto un vero e proprio aumento in busta paga, ma uno sconto contributivo. Come si suole regolarmentare, ciascun lavoratore verrà collocato nel relativo  scaglione di “sconto”, a seconda – come già detto – del suo stipendio lordo mensile: se l’imponibile annuo è, in media, pari a 20.000 euro, si rientrerà di una somma pari a circa 135 euro; con uno stipendio di 30.000 euro l’anno, il guadagno sarà di circa 190 euro. Dai 10 ai 15 euro in più nella busta paga mensile. Ma solo per quest’anno.