Assegno unico, domanda bloccata: e se fosse questo il problema?

L’assegno unico universale è partito con i primi pagamenti erogati nel mese di marzo. Tuttavia, si sono verificate alcune difficoltà

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INPS (Foto Adobe)

I pagamenti dell’assegno unico universale sono partiti dal mese di marzo. Sono state evase le domande inviate tra gennaio e il 28 febbraio incluso. L’assegno unico universale cambia le misure di sostegno per le famiglie con i figli a carico. Vengono eliminate gran parte delle detrazioni precedentemente previste.

Inoltre, restano in vigore ancora pochi bonus residui. In tal modo si semplifica la burocrazia evitando molteplici adempimenti e passaggi anche fiscali con le detrazioni. Più semplice anche l’erogazione che avviene direttamente sul conto del richiedente evitando il passaggio intermedio del datore di lavoro.

Assegno unico, l’errore sull’Iban

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Assegno unico (Foto Adobe)

Proprio per il pagamento diretto sul conto del richiedente è possibile che si verifichino errori che blocchino le erogazioni dell’assegno. Infatti, uno degli errori che è stato più volte segnalato è quello di indicare un Iban non corretto. Infatti, la procedura di richiesta dell’assegno unico universale prevede che l’intestatario dell’Iban sia lo stesso richiedente.

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Infatti, alcune domande potrebbero essere bloccate perché l’Iban indicato non è corretto. E’ possibile anche che l’Iban indicato sia stato cambiato dall’istituto di credito emittente e non sia ancora arrivata la comunicazione della banca all’utente. In tal caso, è necessario modificare la domanda andando ad indicare l’Iban corretto.

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Quello dell’Iban scorretto non è stato l’unico errore segnalato. In alcuni casi è stato indicato anche un codice fiscale errato. Proprio per evitare errori nell’inoltro della domanda, è consigliabile rivolgersi ad un patronato per la compilazione della richiesta dello strumento di sostegno alle famiglie con i figli a carico.

Altri errori sono dipesi anche all’atto dell’erogazione da parte dell’ente. E’ capitato, infatti, che per i genitori separati l’assegno non sia stato diviso tra i due. In questo caso l’Inps ha già provveduto a comunicare agli interessati che nel mese successivo, ossia ad aprile, ci sarebbe stata una compensazione per eliminare il disguido.