Reddito di cittadinanza INPS: chi dovrà restituire soldi

Il Reddito di cittadinanza in alcuni casi deve essere restituito ma non per tutti è possibile farlo. Cosa fare quando arriva un sollecito dall’Inps?

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Reddito di cittadinanza (Foto Adobe)

Il Reddito di cittadinanza è un sussidio pubblico introdotto in Italia nel 2018. Prima di essere erogato, l’Inps deve esaminare a fondo la richiesta del sostegno al reddito. Per fare ciò sono fondamentali due documenti: l’Isee e la DSU, la dichiarazione sostitutiva unica, ricavata dall’Isee.

La differenza tra questi due documenti è fondamentale. Mentre l’Isee riporta, a partire da tutti i redditi familiari, un umero, che è un indicatore di reddito, la Dichiarazione sostitutiva unica illustra complessivamente la situazione reddituale del nucleo familiare. Ed è proprio quest’ultima che serve per il Reddito di cittadinanza.

La DSU è valida fino al 31 dicembre di ogni anno. Per legge, nel caso di mutate condizioni economiche, il beneficiario del reddito di cittadinanza ha il dovere di avvertire dei cambiamenti di reddito. In caso di omissione, il reddito di cittadinanza viene sospeso, e se percepito indebitamente, deve essere restituito.

Reddito di cittadinanza, come funziona la restituzione all’Inps

Reddito di cittadinanza errore INPS
Reddito di cittadinanza (Foto Adobe)

Nel caso in cui l’errore del beneficiario sia stato semplicemente di omettere la comunicazione, può ovviare facilmente rivolgendosi direttamente all’Inps o ad un Caf. Se invece la modifica della DSU comporta anche la perdita del diritto al Reddito di Cittadinanza, per il periodo percepito indebitamente il cittadino deve restituire la somma.

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L’Inps sta iniziando ad inviare solleciti di pagamento per le somme fino a 20.000 euro. I destinatari sono coloro che hanno percepito il Reddito di Cittadinanza senza averne il diritto. Il problema è che alcune famiglie sono impossibilitate a restituire il debito. In questo caso il consiglio è di recarsi agli uffici Inps per tentare di concertare una soluzione. Anche se non è stato annunciato ufficialmente, l’ente sta vagliando la possibilità di una rateizzazione per questi debiti.

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L’importo deve essere restituito entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione. Per cui non c’è molto tempo per tergiversare. Se il dialogo con i funzionari Inps non ha sortito l’effetto sperato si può segnalare il problema al servizio online “Inps risponde”. Come ultima alternativa rivolgersi ad un legale specializzato in diritto tributario.