Bancomat, controlli sui prelievi per chi fa questo lavoro

Sotto attenzione alcuni tipi di prelievi Bancomat. Ritirare somme contanti espone sempre più a controlli istituzionali

Prelievi bancomat
Prelievi bancomat (Foto Adobe)

La predilezione degli scorsi ed attuali Governi per i pagamenti elettronici non suscita dubbi. Che si tratti di Bancomat, carta di credito o bonifico poco importa, la cosa fondamentale è che i movimenti di denaro siano tracciabili. Lo abbiamo visto con il compianto Cashback, piano pubblico per incrementare le spese elettroniche nei negozi fisici, che consentiva un rimborso del 10% sulla spesa effettuata.

Ma ora il cashback non c’è più. In ogni caso i cittadini italiani che vi hanno aderito hanno acquisito due strumenti a proprio vantaggio: lo Spid, identità digitale ormai necessaria per tutti, e l’abitudine a pagare sempre più con il Bancomat. Questo offre il vantaggio di un maggior controllo per contrastare l’evasione fiscale ed il riciclaggio di denaro sporco. Di conseguenza i pagamenti di alte cifre in contanti diventano sospetti e possono attivare degli accertamenti. Ma anche le transazioni Bancomat. Vediamo quali.

Prelievo Bancomat, cosa è meglio evitare per non incorrere in accertamenti

prelievi bancomat
Prelievi bancomat (Foto: Adobe)

Le transazioni bancomat, a differenza per esempio degli acquisti in contanti, sulla carta non hanno limiti. Dal 2023 per comprare dei beni di lusso si dovrà ricorrere necessariamente alle transazioni elettroniche. Infatti il tetto massimo per i pgamenti cash scenderà da 2.000 euro a 1.000. E se non si rispetta si rischia una multa fino a 50.000 euro.

Per quanto riguarda le transazioni allo sportello Bancomat, la più attenzionata è senza dubbio il versamento. Per esso vale il discorso dell’evasione fiscale e del riciclaggio. Infatti versare grosse cifre di denaro in contanti è una forma di “pulizia”. In un altro senso se si ha un’attività commerciale con determinate entrate, ed il denaro versato supera di gran lunga gli incassi dichiarati, c’è qualche conto che non torna. Per cui i versamenti sono sotto attenzione frequentemente.

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Al contrario i prelievi no. Sono considerate delle operazioni più innocue rispetto ai versamenti. Ma fino ad un certo tetto. Se uno stesso soggetto ritira oltre 10.000 euro in contanti dallo stesso conto nella stessa banca all’interno di un mese, l’istituto di credito è obbligato a segnalare la questione all’Agenzia delle Entrate.

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La cifra scende per gli imprenditori. Si presuppone che i movimenti di denaro servano agli imprenditori per gestire il proprio lavoro. Di conseguenza nel caso dei prelievi, se si supera la cifra dei 1.000 euro giornalieri o dei 5.000 mensili, si è tenuti a giustificare l’operazione. Può essere spiacevole, anche se si è agito in buona fede.