Stretta INPS: queste persone perderanno la pensione di reversibilità

L’Inps con un messaggio del 28 febbraio elenca i casi in cui la pensione di reversibilità viene revocata a coniugi e figli

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Pensione reversibilità (Foto Adobe)

La pensione di reversibilità è erogata dall’Inps. Chiamata anche pensione ai superstiti, è una prestazione previdenziale a beneficio di coloro che in seguito al decesso di un coniuge o di un genitore si trovano in difficoltà economiche. Spetta di diritto. Infatti si percepisce anche se il superstite ha deciso di optare per la rinuncia all’eredità e non acquisire beni e debiti del defunto.

In ogni caso la percentuale della pensione di vecchiaia che si commuta in pensione di reversibilità è del 60% se il coniuge superstite è solo; dell’80% se si ha un figlio a carico; del 100% se si hanno due figli a carico o più. Nel caso in cui il reddito del coniuge lavorante superi i 20.489,82 euro annuali, iniziano i tagli sulla pensione di reversibilità da parte dell’Inps. 25% fino a 27.319,76 euro; 40% fino a 34.149,70 euro; 50% se si supera di 5 volte il reddito minimo. Ma in alcuni casi l’Inps può anche decidere di sottrarla del tutto.

Pensione di reversibilità, a quali condizioni si perde il beneficio?

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Pensione reversibilità (Foto Adobe)

La pensione di reversibilità, come accennato in precedenza, è una forma di compensazione economica che lo Stato elargisce alla famiglia che ha subito un lutto. Quindi il principio ispiratore è il riscatto della perdita, evidentemente solo in termini monetari, non affettivi. In alcuni casi però la legislazione, attraverso la mano dell’Inps, ritiene che non sia più necessario compensare la famiglia.

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Con il messaggio del 28 febbraio 2022 l’Inps ribadisce i vecchi criteri per cui si perde la reversibilità e ne sottolinea di nuovi. Se il coniuge superstite convola a nuove nozze perde il beneficio della pensione di reversibilità. Stesso dicasi per i figli che a 18, 21 e 26 anni terminano gli studi, oppure se l’attività lavorativa intrapresa gli rende più del trattamento minimo di pensione aumentato del 30%.