Versamenti bancomat, la cifra che fa scattare controlli e sanzioni

Prosegue l’attività degli organi preposti per frenare il fenomeno dell’evasione fiscale attraverso il controllo dei contanti

Busta paga
Banconote (Foto Adobe)

Il 2022 sarà un anno di cambiamenti per quanto riguarda la circolazione del danaro. Cambiano le buste paga e le pensioni per effetto di tagli delle imposte sul reddito e per le rivalutazioni in base all’inflazione nel caos degli assegni pensionistici. Si cerca, inoltre, di disincentivare l’uso del contante e nello stesso tempo combattere l’evasione fiscale.

L’Unione europea da tempo preme sull’Italia per la lotta all’evasione. Ciò accade perché l’Italia è tra i paesi che gode di maggiori introiti dai fondi strutturali europei. Introiti dell’Europa che, tuttavia, vengono in gran parte compensati dal gettito dell’Iva. Il gettito maggiore che si è avuto nelle casse statali nel 2021 per effetto dell’incentivo del cashback sta proiettando il paese verso i pagamenti digitali.

Versamenti, la somma che fa scattare i controlli

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Sanzioni (Adobe)

Così, dal 2022 gli organi preposti avranno dei parametri di riferimento per i prelievi e i versamenti di contante al bancomat o agli sportelli. Superati tali parametri può accendersi la spia sui conti correnti per verificare se manca corrispondenza tra soldi movimentati e dichiarati. Per quanto riguarda i versamenti, la cifra che potrebbe far scattare i controlli sarebbe quella di oltre i 1.000 euro giornalieri e oltre i 5.000 euro mensili.

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Il fisco, infatti, superate determinate cifre, può chiedere al contribuente la provenienza ufficiale delle cifre versate. Per evitare sanzioni è necessario documentare la fonte dei soldi versati su un conto o una carta. In caso contrario, il fisco può presumere ci sia stata evasione e si può incorrere in sanzioni. Nel caso dei versamenti, presumere l’evasione è molto semplice se non c’è concordanza tra versamenti effettuati e rediti dichiarati.

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L’onere della prova, in caso di accertamento fiscale, quindi, spetta al contribuente. Ossia, è quest’ultimo che deve dimostrare la provenienza ufficiale delle somme versate mostrando le documentazioni.