INPS, novità per le pensioni di marzo: i dettagli

Sulle pensioni pagate a marzo vigeranno i cambiamenti economici dovuti alle ultime novità legislative. La circolare dell’Inps spiega

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Per l’Inps, il mese di marzo è un mese piuttosto caldo, caratterizzato com’è dalle molte novità contributive anticipate dal loro varo già nello scorso anno. Dal 1° marzo, ad esempio, è effettivo l’Assegno unico, la cartina di tornasole degli strumenti di sostegno di cui godono molte famiglie con i figli a carico. Anche le pensioni sono investite dall’attuale riassetto contributivo.

Chi riscuoterà questo mese, infatti, la pensione, potrà rendersi conto delle modifiche sin da oggi in essere. Il dettaglio delle novità è contenuto nella circolare Inps n. 33 del 28 febbraio  2022, la quale comunica ai contribuenti le modifiche effettuate per adeguare gli importi erogati alle novità legislative recentemente introdotte.

INPS, cosa cambia per i pensionati a partire da marzo?

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A parte l’attuazione delle misure riguardanti l’assegno unico e la modifica sui limiti di reddito per la riduzione delle pensioni ai superstiti e per gli assegni di invalidità, è interessante vagliare cosa è stato introdotto nell’ambito delle pensioni dirette. Gli adeguamenti di cui stiamo parlando ricadono sull’applicazione delle modifiche alla tassazione sulle pensioni, regolamentata dalla legge di bilancio 2022; sull’applicazione del coefficiente di perequazione; e sul massimale della retribuzione pensionabile 2022.

La legge 234/2021 ha stabilito la riduzione della soglia di reddito massima oltre la quale non spettano né il trattamento integrativo né le ulteriori detrazioni: da 28mila a 15mila euro. Da parte dell’Inps rimane invariato il riconoscimento del beneficio per gli aventi diritto che non superano la soglia massima stabilita.

Per quanto riguarda l’adeguamento del coefficiente di perequazione, da marzo viene applicato l’indice di perequazione dell’1,70% sulla base della percentuale dell’anno precedente: quindi, ai pensionati saranno corrisposti i relativi conguagli nella attuale rata.

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L’adeguamento derivante dall’aggiornamento Istat del gennaio 2022 rientra nella misura del metodo “a scaglioni”, molto vantaggioso per i pensionati meno abbienti; per gli assegni  più bassi infatti verrà applicato il 100% della predetta percentuale, che si riduce al 90% e al 75% per gli assegni lordi, rispettivamente, fino e oltre 2.577,90 euro.

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Altra variazione percentuale calcolata dall’Istat con effetto per tutto il 2022, rappresenta la perequazione automatica delle pensioni. L’indice attuale è pari all’1,90%, su cui è stata rideterminata l’aliquota della retribuzione pensionabile circa il massimale, portato al 2% annuo.