Bancomat, evitate acquisti su questi siti: rischio clonazione

Il rischio clonazione del Bancomat è piuttosto diffuso. Oltre alle truffe fisiche, tramite sportello o Pos, proliferano quelle online

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Le truffe a mezzo Internet per rubare i dati personali, password del Bancomat, e svuotare i conti correnti sono anche chiamate tecniche di phishing, ovvero pesca. La tecnica è di puntare sul mucchio, tanto prima o poi qualcuno abbocca. E con le nuove tecnologie non è molto difficile.

È bene precisare che al 13 gennaio 2018, con l’entrata in vigore di una nuova normativa europea, i consumatori dei Paesi membri sono maggiormente tutelati nel caso di frode, furto, clonazione o smarrimento della carta e acquisto non autorizzato. Quindi un buon consiglio è di monitorare le operazioni Bancomat, magari tramite app gratuita dell’home banking, che invia notifiche push ad ogni operazione. In questo modo è più facile accorgersi se il Bancomat è stato clonato.

Bancomat, come evitare le truffe online

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Un comunicato stampa dell’Unione nazionale consumatori dà importanti suggerimenti agli utenti su come evitare le truffe sul Bancomat. Nello specifico, i consigli sul fronte acquisti Internet, si muovono su diversi fronti. Innanzitutto quando si fanno acquisti su Internet, occorre sempre verificare l’attendibilità dei siti di e-commerce e dei venditori (leggendo le recensioni pubblicate dagli utenti).

Inoltre è importante accertarsi che questi siti utilizzino il protocollo HTTPS (HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer) riconoscibile dalla presenza di un lucchetto serrato nella barra degli indirizzi del browser usato. Se non dovesse esserci evitate l’operazione: potrebbe essere una trappola. Gli acquisti, inoltre, vanno fatti usando dispositivi considerati sicuri e reti Wi-Fi non pubbliche ma private.

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È preferibile pagare con carta di credito o paypal e non comunicare mai i riferimenti o altri dati personali per email. Inoltre, è bene diffidare dalle email sospette, come quelle che chiedono di reimpostare la password d’accesso ai servizi di home banking o ai social network (si tratta del fenomeno molto diffuso del phishing).

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Inoltre: mai rispondere né seguire indicazioni di sms, anche se apparentemente provenienti dal numero vero della propria banca (che non chiamerà mai i propri clienti dai numeri verdi) e di non riferire mai al telefono password, codici di accesso e altro.