Gratta e vinci, non tutti possono comprarli: ecco perché

Sono davvero tanti gli italiani che ogni giorno acquistano gratta e vinci. Ma non tutti possono comprarli. Ecco il motivo

Gratta e Vinci 'Miliardario Mega'
Gratta e Vinci ‘Miliardario Mega’

I gratta e vinci sono sicuramente tra i giochi di lotteria istantanea preferita dagli italiani. In poche semplici mosse si può scoprire se si ha vinto o se, invece, il biglietto che abbiamo tra le mani è perdente.

Ovviamente il sogno di tanti italiani è quello di vincere una cifra considerevole al gratta e vinci che gli permetta di vivere una vita economica serena. Non tutti però possono acquistare i gratta e vinci: c’è infatti un limite al loro acquisto. Vediamo quale.

Gratta e vinci, ecco a chi non possono essere venduti

Gratta e Vinci Dolce Natale

Prodotti come l’alcol, il tabacco, il gioco d’azzardo, pornografia, videogiochi 18+ e cannabis light non dovrebbero essere venduti ai minori ma sono ancora troppo accessibili a questi. Nel gioco d’azzardo rientrano anche i gratta e vinci. A dire che tali prodotti sono ancora troppo accessibili ai minori è l’indagine “Venduti ai Minori”, realizzata dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori, in collaborazione con l’istituto Piepoli, condotta su un panel di oltre 1.000 minori dai 10 ai 17 anni, intervistati in tutta Italia.

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Dal rapporto illustrato da Elisabetta Scala, Vice Presidente del Moige, è emerso che alcuni dei prodotti oggetto della rilevazione, come alcol, fumo, gioco d’azzardo, pornografia, nonostante siano vietati per legge a chi non abbia almeno 18 anni sono largamente diffusi. Per quanto riguarda la cannabis light e i videogiochi 18+ addirittura siamo di fronte ad un vuoto normativo, perché è assente il divieto per legge e le relative sanzioni.

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Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, la tipologia più diffusa nei minori sono proprio i gratta e vinci con il 69%. Seguono le scommesse sportive (45%), il gioco del lotto e del superenalotto (16%), e le slot machine (10%). Nel 65% dei casi il gestore non ha chiesto l’età e in più di un caso su due (57%) non si è rifiutato di far giocare o vendere il servizio ai minori.

Nel 75% dei casi, inoltre, il venditore non ha informato il minore dei rischi di sviluppare una dipendenza dal gioco. Per quanto riguarda il gioco online il divieto per i minori di 18 anni è assente in quasi un caso su 3 (30%). Al 33% dei giocatori minorenni non è stata chiesta l’età per registrarsi. Solo il 22% ha rinunciato al gioco perché non aveva l’età legale e ben il 45% ha mentito per poter accedere.