Agenzia delle Entrate, lettere in arrivo. Ma c’è una buona notizia

Non solo note poco piacevoli da parte dell’ente che si occupa del fisco. In arrivo oltre 4mila lettere con una buona notizia

agenzia entrate lettere crediti
Pixabay

L’Agenzia delle Entrate ha l’arduo compito di stanare irregolarità che riguardano la partecipazione dei contribuenti alla vita dello Stato attraverso il versamento dei tributi. Ciò comporta che le informazioni e le lettere che arrivano ai cittadini spesso sono poco piacevoli anche se legittime. Tuttavia, non sempre l’ente si mette in contatto con il contribuente per battere cassa. Succede anche il contrario come sta accadendo in questo periodo.

Crediti d’imposta, via libera dell’Agenzia delle Entrate 

agenzia entrate lettere crediti
(Foto Adobe)

Stanno partendo, infatti, circa 4.400 lettere a favore di determinati contribuenti che sbloccano i crediti d’imposta. Nello specifico, l’Agenzia autorizza il contribuente ad utilizzare i crediti d’imposta vantati per compensare i tributi da pagare. Un vero sollievo per molte imprese che possono, in tal modo, compensare quanto dovuto con i crediti vantati verso lo Stato. Molte lettere sono già partite mentre tra queste, circa 280 dovranno prima superare l’analisi relativa all’interdittiva Antimafia.

Leggi anche: Agenzia delle Entrate: detrazioni fiscali, c’è una novità

Quest’ultimo controllo scatta quando gli importi del credito superano i 150.000 euro. Gli organi preposti, e non solo l’Agenzia, saranno impegnati in un anno di controlli intensificati. Principalmente l’occhio degli enti sarà su Superbonus 110% e circolazione del contante con i nuovi limiti imposti. Tuttavia, i tempi difficili dell’economia hanno portato a modificare anche la tempistica delle segnalazioni sulle imprese in ritardo con gli adempimenti fiscali. Tale novità riguarda l’Inps, l’Agenzia delle Entrate e Riscossione e riguarda:

Leggi anche: Annuncio INPS, scatta l’obbligo del Green Pass: i dettagli

– per l’Inps, ritardi oltre 90 giorni del pagamento di contributi per somme superiori al 30% di quelli relativi all’anno precedente e a 15mila euro, ridotti a 5mila se non ci sono dipendenti;
– per l’agenzia delle Entrate, l’omesso versamento del debito Iva che emerge dalle comunicazioni periodiche (articolo 21-bis del decreto legge 78/2010) se supera i 5mila euro;
– per l’agenzia della Riscossione, l’esistenza di crediti affidati, autodichiarati o definitivamente accertati scaduti da più di 90 giorni e sopra 100mila, 200mila o 500mila euro rispettivamente per imprese individuali, società di persone, altre società.