Bonus asilo nido INPS: chi rischia di non avere i soldi

Il bonus asilo nido è stato confermato nonostante l’assegno unico universale abbia portato l’eliminazione di altri sostegni

bonus asilo nido beffa
(Pixabay)

L’assegno unico universale che andrà in vigore quest’anno a partire dal mese di marzo 2022 non ha cancellato il bonus asilo nido. Fino a pochi giorni dall’approvazione definitiva della legge di bilancio 2022 il bonus sembrava dovesse soccombere per effetto dell’assegno unico. Quest’ultimo, infatti, è stato introdotto con l’intento di semplificare l’universo delle detrazioni e dei sostegni per le famiglie con figli a carico sostituendo tutti gli altri strumenti. In effetti è stato così per gli altri bonus e sostegni, escluso soltanto il bonus asilo nido.

Inps, rischio beffa per il bonus asilo nido

bonus asilo nido beffa
(unsplash)

Tuttavia, il bonus asilo nido si può ottenere fino ad esaurimento del budget disponibile. Va considerato il fatto che le domande vengono accettate con riserva proprio per questo motivo. Per questo caso, infatti, può verificarsi la beffa di vedersi accettata la domanda ma non ricevere il sostegno per mancanza di budget. Il limite di spesa è di 530 milioni di euro. Esaurito questo budget – si apprende dal sito ufficiale – non ci saranno altri accrediti per le domande pur accettate ma al di fuori del limite fissato.

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L’INPS provvede all’accreditamento del bonus nelle modalità di pagamento indicate dal richiedente nella domanda: si tratta di bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN , conto corrente estero Area SEPA. Va ricordato inoltre che l’ente erogatore interrompe il sostegno al verificarsi delle seguenti cause di decadenza:

perdita della cittadinanza;

decesso del genitore richiedente;

decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;

affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda (affidamento del minore a terzi).

I requisiti per ottenere il bonus asilo nido sono invece i seguenti:

cittadinanza italiana;

cittadinanza UE;

permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (l’Istituto, in ottemperanza alle pronunce degli organi giudiziari ed in attesa delle definitive decisioni in materia, provvede – allo stato – all’esame delle domande presentate anche dai cittadini extracomunitari che non sono titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo);

carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea; (art. 10, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30);

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carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea (art. 17, d.lgs. 30/2007);

status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;

residenza in Italia;

relativamente al contributo asilo nido, il genitore richiedente deve essere il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta;

relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.