Legge di Bilancio, nuova Irpef: cosa cambia per gli autonomi

La riforma Irpef contenuta nella nuova Legge di Bilancio porterà a dei cambiamenti a partire dal 2022 ma cosa cambia nello specifico?

Riforma fiscale Irpef
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La nuova Legge di Bilancio porta con sé la nuova riforma Irpef che consiste nel taglio delle aliquote e l’incremento delle detrazioni. Se da una lato riduce il divario tra le varie fasce di reddito, dall’altro rende iniqua un’altra situazione che si viene a creare.

La nuova legge di bilancio, infatti, non avrà alcun effetto sull’equità del sistema anche se il disegno legge sulla riforma fiscale ha indicato un “modello duale” che dovrebbe “circoscrivere il campo di applicazione dell’Irpef ai soli redditi di lavoro”.

Nuova Irpef, cosa cambia per gli autonomi

Bonus
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La riduzione da cinque a quattro aliquote e la ridefinizione degli scaglioni di reddito andrà a vantaggio soprattutto dei contribuenti con redditi compresi tra i 40.000 e i 50.000 euro annui. Inoltre alle nuove aliquote si affiancherà una rimodulazione della curva delle detrazioni fiscali sui redditi da lavoro, che assorbirà anche il bonus di 100 euro riconosciuto attualmente nelle buste paga.

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Nello specifico la prima aliquota Irpef dovrebbe restare al 23% ai redditi fino a 15.000 euro; per lo scaglione successivo e fino a 28.000 euro si va verso un taglio di due punti, dal 27 al 25%, mentre dovrebbe scendere al 35% l’aliquota IRPEF successiva, applicata fino a 50.000 euro di reddito, superato il quale si passerà al 43%.

Tale modello di imposizione sui redditi delle persone fisiche non è equo per l’estrema frammentazione delle regole che determinano l’imposta e che dipendono dall’imponibile Irpef. L’imponibile favorisce i regimi sostitutivi e per il diverso trattamento previsto per i redditi di lavoro soggetti a questa tassazione.

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Il sistema impositivo attuale non garantisce il principio che “a parità di reddito si è soggetti allo stesso carico impositivo”. I lavoratori dipendenti non hanno la deduzione delle spese per la produzione del reddito; i lavoratori autonomi lo fanno in maniera analitica. I forfettari tramite uno standard di redditività, un coefficiente che non considera il reale effetto dei contributi versati.

Inoltre, durante i primi cinque anni di attività, il forfettario applica l’aliquota del 5% e “i contribuenti Irpef rimangono soggetti alle relative addizionali, regionali e comunali, mentre i forfettari ne sono esentati”. Il problema di fondo è che, negli ultimi anni, la politica si è incentrata soltanto sulla riduzione dell’Irpef senza creare un sistema più equo.