Prelievo forzoso sui conti correnti: cos’è e quando si applica

Purtroppo può capitare che in casi le banche applichino il prelievo forzoso sui conti correnti, in quali casi succede?

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Carte bancomat (© Getty Images)

E’ un argomento ostico e penoso per molti correntisti. Il conto corrente è considerato come il sostituto dei soldi tenuti in casa, solo che la banca garantisce. Ma non è esattamente così. Il denaro sul conto corrente può essere soggetto a prelievi forzosi. La storia italiana ci ha mostrao come nel 1992, in piena crisi economica, sono stati sottratti dei soldi dai conti correnti degli italiani, anche se non di tutti.

Ma, nonostante gli allarmi lanciati da molti blog online, per ora un’altra patrimoniale non è prevista. Quindi i soldi degli italiani sono più o meno al sicuro, anche se, come dimostrato ultimamente, non è bene tenere molti contanti liquidi e non investiti sul conto. Gli interessi sui depositi ormai sono a zero, e da quando la BCE li ha portati in negativo per alcuni correntisti scatta anche una penalità dello 0,49%.

Ma questo riguarda le liquidità sopra i 5 milioni di euro, che di conseguenza comprendono un numero esiguo della popolazione. Discorso differente invece è per alcune imposte, che possono essere prelevate forzosamente.

L’imposta di bollo ed il prelievo forzoso

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(pixabay)

L’imposta di bollo sul conto corrente bancario è una prassi che la maggior parte delle banche portano avanti. Viene applicata alle persone fisiche per una somma annuale di 34,20 euro annuali, in un’unica soluzione o in 4 rate da 8,55 euro ciascuna. Per le società e per le aziende invece l’importo è di 100 euro, pagabili in un’unica soluzione o in 4 rate da 25 euro ciascuna.

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Ma l’imposta di bollo è dovuta solo per i depositi con liquidità superiore a 5.000 euro. Per questi correntisti il prelievo è forzoso, ovvero effettuato senza autorizzazione né preavviso. Ma non tutti gli istituti di credito lo fanno. Alcune banche, specialmente quelle online, per acquisire nuova clientela pubblicizzano conti correnti esenti da imposta di bollo.