Buste paga, addio all’assegno familiare: ecco da quando

Da marzo taglio alla busta paga con l’addio alle detrazioni nucleo familiare con l’ingresso dell’assegno unico universale

(Pixabay)

A gennaio si potrà fare domanda per l’assegno unico universale. Si tratta di un contributo a sostegno dei figli a carico fino a 21 anni di età. Il contributo sarà fruibile da marzo in poi. In questo stesso mese, le buste paga non avranno più la voce e il compenso relativo all’assegno familiare. Questo era erogato per i familiari a carico. Ciò che cambia è lo strumento di riferimento per assegnare il contributo statale. In precedenza era il reddito mentre da gennaio sarà l’Isee.

Da marzo cambia la busta pagasoldi

Quest’ultimo è un riferimento patrimoniale che è più ampio del reddito perché a questi viene sommato anche il valore dei depositi in banca oppure gli immobili di proprietà. Quindi, a partire da gennaio chi ha dei figli a carico fino a 21 anni potrà fare richiesta dell’assegno unico universale. Da marzo in poi dovrebbe essere erogato l’assegno eventualmente dovuto. La certezza è che dalla busta paga di marzo non ci sarà più l’assegno familiare per ogni componente a carico.

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Il cambio andrà a sfavore delle famiglie con Isee superiore a 25mila euro già dal 2022. Tuttavia, dal 2023 e fino al 2025 il cambio porterà degli svantaggi anche alle famiglie con Isee inferiore a 25mila euro. L’assegno unico universale si percepisce dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento di 21 anni del figlio a carico. Il numero di famiglie che percepiranno l’assegno unico saranno 7 milioni.

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La domanda potrà essere inoltrata da gennaio 2022 e sarà utile per quel periodo avere già l’Isee a disposizione. Il contributo previsto per ogni figlio varia dai 50 ai 175 euro al mese che diventano da 25 a 85 per i figli tra i 18 e i 21 anni. Per fare un esempio concreto: un nucleo con Isee fino a 15mila euro riceverà 175 euro al mese con 1 figlio, 350 con 2, 610 con 3 e 970 con quattro.